
Stanotte si torna all’ora solare. Tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3 del mattino, le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2. Si guadagnerà un’ora di sonno, ma da domani il sole tramonterà prima secondo l’orario dell’orologio, anticipando il buio nelle ore pomeridiane.
Un appuntamento che si ripete ogni autunno, ma che potrebbe prima o poi diventare un ricordo. Il sistema del doppio cambio stagionale, infatti, è da tempo al centro di un dibattito che coinvolge istituzioni, imprese, medici e consumatori. C’è chi vorrebbe mantenere l’ora legale per tutti i dodici mesi, evitando di spostare le lancette due volte l’anno, e chi invece preferirebbe conservare l’ora solare permanente.
Tra le ragioni a sostegno dell’ora legale permanente c’è il risparmio energetico. Secondo i dati diffusi da Terna, nei sette mesi di ora legale del 2026 l’Italia ha risparmiato circa 300 milioni di kilowattora di energia elettrica, per un valore economico superiore a 90 milioni di euro. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stata stimata in circa 140 mila tonnellate.
Numeri che alimentano le richieste di superare il sistema attuale, anche se la scelta dell’orario da mantenere per tutto l’anno presenta implicazioni differenti a seconda delle esigenze dei territori e delle abitudini della popolazione.
In Italia il confronto ha registrato un nuovo passaggio il primo ottobre, quando la Commissione Attività produttive della Camera ha concluso un’indagine conoscitiva dedicata all’ipotesi dell’ora legale permanente. Tra le possibilità esaminate figurano il superamento dei due cambi annuali e l’eventuale sperimentazione di un nuovo regime orario. Mantenere l’ora legale anche in inverno significherebbe avere più luce nel tardo pomeriggio, un vantaggio per chi lavora, per le attività commerciali e per il turismo. Di contro, nelle mattine invernali il sole sorgerebbe più tardi, con possibili conseguenze sulle abitudini di chi va a scuola o al lavoro nelle prime ore del giorno.
Non si tratta, però, di una decisione già operativa. Il sistema attuale resta in vigore e, salvo modifiche normative, il prossimo appuntamento sarà domenica 28 marzo 2027, quando tornerà l’ora legale.
