
Le tariffe idriche della provincia di Ragusa restano tra le più basse d’Italia, nonostante l’aumento previsto per il 2026. L’Assemblea territoriale idrica (Ati), riunita il 26 ottobre, ha approvato a maggioranza la proposta di aggiornamento tariffario del Servizio idrico integrato per il biennio 2026-2027. Il provvedimento sarà trasmesso ad Arera per l’approvazione definitiva.
L’adeguamento previsto per il 2026 è del 10,5%, a fronte di un incremento medio nazionale del 6,4%. Secondo l’Ati, la revisione servirà a coprire i costi effettivi del servizio, compreso l’aumento della spesa per l’energia elettrica, e a garantire a Iblea Acque maggiori risorse per migliorare la gestione.
I dati evidenziano il divario rispetto alla media italiana. Nel 2025 una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 150 metri cubi, ha speso a Ragusa 205 euro, contro i 388 euro della media nazionale.
Con il nuovo adeguamento, nel 2026 la spesa salirà a 226 euro annui, pari a circa 1,50 euro per metro cubo.
L’aggiornamento rientra nello schema di convergenza previsto dal Metodo tariffario idrico Mti-4 di Arera per il periodo 2024-2029.
L’Ati considera il livello delle tariffe un elemento a sostegno della scelta della gestione in house providing, senza il coinvolgimento diretto di operatori privati. L’obiettivo dichiarato è mantenere costi contenuti per gli utenti e assicurare risorse adeguate al miglioramento del servizio idrico nel territorio ibleo.
