Modica e il centro paralizzato. Parla l’ex comandante dei V.U.

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Il centro storico di Modica ingolfato dal traffico in prossimità dello scorso fine settimana, quando nella città della Contea c’erano alcune manifestazioni che hanno portato il corso a riempirsi di auto.

Le segnalazioni e le lamentele sono arrivate numerosissime. Non è la prima volta che a Modica si verifica un rallentamento complessivo del traffico urbano. Ma quali le ragioni e soprattutto quali gli eventuali correttivi? Ne abbiamo parlato con l’ex comandante della Polizia locale, Saro Cannizzaro: “Quando ci sono eventi come per esempio quelli di domenica scorsa, il centro storico è paralizzato dal traffico. C’è da dire che il modicano non ama i lunghi percorsi a piedi. Checché ne dica qualcuno, le alternative ci sono: bisognerebbe solo allungare di qualche chilometro, ma il sistema di molti è quello che si vuole arrivare con la propria auto direttamente davanti alla vetrina del negozio. Faccio sempre un esempio. Una vola dei turisti mi hanno chiesto dove si trovava una trattoria, che in effetti si trovava a non più di 200 metri. Non appena gliel’ho detto sono rimasti sbigottiti dal fatto che, poco prima, altri modicani gli avevano riferito che si trovava lontanissimo e che si doveva andare per forza con la macchina. E’ chiaro che domenica scorsa, tra il mercatino dell’usato che fa arrivare tantissime persone e la giornata del tulipano, si è creata davvero molta confusione e il centro si è paralizzato. Probabilmente sarebbe stato più opportuno chiudere corso Umberto.

I bus navetta? Anche quelli hanno un costo. A Modica c’è la Sais come a Ragusa c’è l’Etna trasporti, ma le corse del cosiddetto traffico urbano vengono sovvenzionate dalla Regione che stanzia una certa cifra ma per effettuare un tot numero di chilometri. Quando si chiede di fare corse straordinarie, per esempio per il cimitero nelle giornate dell’1 e 2 novembre, quelli sono soldi che i Comuni devono tirare fuori dai propri bilanci. In più c’è il problema dell’organico della Polizia locale. Quando sono andato in quiescenza io ho lasciato 15 unità, ora sono una decina più due ausiliari. Fanno quello che possono.

Le soluzioni? Modica potrebbe dotarsi del Piano urbano della mobilità sostenibile: è una delle pochissime città in Sicilia ad averlo redatto e me ne assumo la paternità. E’ stato approvato dal consiglio comunale ma resta inspiegabilmente nei cassetti. Un piano che non solo darebbe la possibilità di attenuare quelli che sono i riflessi del traffico urbano ma da cui il Comune potrebbe anche beneficiare di fondi appositi”.