Paura nel carcere di Ragusa, detenuto cerca di colpire comandante

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Nuovo episodio di tensione all’interno della casa circondariale di Ragusa.

Un detenuto di nazionalità rumena avrebbe danneggiato pesantemente l’ufficio del comandante della Polizia penitenziaria, arrivando anche a tentare di colpirlo con un oggetto scagliato nella sua direzione. Solo la prontezza del funzionario avrebbe evitato conseguenze peggiori.

I fatti risalgono alla giornata di ieri, quando il detenuto era stato ricevuto per un colloquio dal commissario capo Claudio Iacobelli, comandante di reparto dell’istituto penitenziario. Durante l’incontro, per ragioni che restano da chiarire, la situazione sarebbe improvvisamente degenerata.

L’uomo avrebbe iniziato a distruggere tutto ciò che si trovava nell’ufficio: arredi danneggiati, vetrine mandate in frantumi, tavoli rovesciati e sedie utilizzate come oggetti da scagliare.

A interrompere l’azione violenta è stato l’intervento di un altro agente della Polizia penitenziaria, che ha contribuito a bloccare il detenuto. Anche dopo essere stato fermato, l’uomo avrebbe continuato a manifestare un atteggiamento aggressivo, accompagnato da insulti e minacce nei confronti del comandante.

La vicenda ha avuto anche un seguito sul piano amministrativo. Il commissario capo Iacobelli ha infatti inoltrato al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria una richiesta formale per ottenere il trasferimento del detenuto in un altro istituto. Annunciata inoltre la trasmissione di una comunicazione al Garante dei detenuti, agli uffici dipartimentali dell’amministrazione penitenziaria e alla Procura della Repubblica.

L’episodio riporta in primo piano le difficoltà operative all’interno della struttura ragusana. Tra le criticità segnalate dal personale figurano la carenza di agenti, i turni di servizio particolarmente lunghi e il rinvio dei riposi, condizioni che rendono più complessa la gestione quotidiana della popolazione detenuta.

Una situazione che alimenta le preoccupazioni per la sicurezza di chi lavora all’interno della casa circondariale e che riaccende il dibattito sulle condizioni in cui opera la Polizia penitenziaria negli istituti di pena.