Il canile dei misteri: tutti sapevano che c’era, nessuno correva ai ripari

Immagine di repertorio

Un’area di circa 200 metri quadrati con, all’interno, tra i 40 e i 50 cani gestiti da alcuni volontari. Peccato che l’area in questione, in contrada Petraro-Coniglio, a Chiaramonte Gulfi, pare fosse sprovvista delle necessarie autorizzazioni che, per legge, possono essere rilasciate solo se alle strutture che possiedono i requisiti minimi per garantire le libertà e i diritti basilari degli animali.

Il 12 ottobre 2017 ad accendere i riflettori su questo caso di abusivismo fu il consigliere comunale Mario Cutello e due settimane dopo i NAS, insieme alla polizia municipale, ai veterinari dell’ASP e allo stesso primo cittadino, Sebastiano Gurrieri, si recarono sul posto, verificando che le cose stavano esattamente come nella video denuncia di Cutello. Da lì il sequestro, che è tuttora in atto. All’interno del canile non possono più entrare cani, mentre quelli che già vi erano ospitati pian piano si sta cercando di spostarli in altri canili a norma o di farli adottare.

Chi abbia realizzato questa struttura è una delle tante cose che non quadrano e che i militari stanno ora cercando di capire, così come non è chiaro chi abbia materialmente permesso l’ingresso ai cani nell’area recintata. Tutti sapevano di questo canile, anche se il sindaco non aveva fatto alcun atto di delega per la gestione del ricovero abusivo, e pare che quando è scattato il sequestro il Comune avesse già deciso di trasferire i poveri animali altrove e di smantellare tutto. Per questo nei confronti di Gurrieri sarebbe scattata una segnalazione amministrativa. I cani, comunque, per essere in una struttura decisamente precaria, stavano discretamente bene. Alcuni erano tenuti al chiuso, altri erano liberi.

All’attenzione dei NAS di Ragusa ci sono, da tempo, altre situazioni simili su tutto il territorio provinciale e non è escluso, dunque, che altri sequestri possano scattare prossimamente. Di certo, il randagismo è una materia molto delicata e non ben disciplinata dalla legge regionale del 2000 e una speranza arriva ora da un recente decreto che va a disciplinare proprio le procedure operative per il trasporto, la sicurezza e l’acquisizione dei cani, dando più poteri alle forze dell’ordine che potranno procedere con più facilità allo sgombero delle strutture non autorizzate.