Inquinamento idrico: forse oggi si può aprire il pozzo B

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Lunedì, ore 9:00, convocazione dei vertici del settore Igiene dell’Azienda Sanitaria provinciale 7 negli uffici del Laboratorio di Sanità Pubblica di Ragusa.

Si dovranno controllare gli esami effettuati sui campioni di acqua prelevati nella mattinata di oggi, relativamente al pozzo B, ancora chiuso. I tecnici procederanno ad una comparazione dei risultati con quelli degli scorsi giovedi e venerdi e se i valori si sono mantenuti inalterati, si procederà a valutare l’apertura del pozzo B solo per l’erogazione di acqua a fini igienico-sanitari, e comunque non per uso potabile se non previa bollitura.

Sempre di mattina, se tale iter dovesse essere confermato, i vertici dell’Asp e del Laboratorio di Igiene Pubblica scriveranno una missiva al Commissario Straordinario del Comune di Ragusa, Margherita Rizza, per comunicare la possibilità di apertura del pozzo B, alle condizioni prima citate.

Se ciò dovesse avvenire, saranno immessi nella rete dell’acquedotto comunale 40 litri di acqua al secondo. In questo modo si allevierà certamente il disagio che la chiusura dei due pozzi ha causato in città. Situazione assolutamente differente per il pozzo B1, che rimarrà chiuso, sin quando non si capirà la fonte dell’inquinamento fecale di cui c’è chiara traccia.

Ed intanto entro martedi, il Procuratore della Repubblica di Ragusa Carmelo Petralia avrà chiare le risultanze dell’attività investigativa su cui stanno lavorando i carabinieri del Nas che avrebbero verificato il coinvolgimento di almeno sette aziende agricole in questo grave episodio di inquinamento idrico. Intanto già ci sono i primi iscritti nel registro degli indagati per i reati relativi allo smaltimento dei reflui, per violazioni della normativa in materia ambientale e per il reato ipotizzato, di natura colposa, di avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione, come in questo caso l’acqua.