Piero Rustico: “Proporrò un nuovo Piano di riequilibrio”

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Presentare una nuova proposta di Piano di riequilibrio e cercare su questa “una maggioranza di buon senso”.

È questo il progetto del sindaco Piero Rustico che non si arrende all’ipotesi del dissesto finanziario, pressoché inevitabile qualora le cose dovessero andare diversamente.

 

Il Consiglio comunale ha già bocciato la prima proposta di Piano di riequilibrio, nonostante la maggioranza dei consiglieri avesse invece approvato la delibera precedente, che sostanzialmente decretava il ricorso a questo strumento che il Governo Monti ha previsto nel decreto Salva-Enti (in Provincia di Ragusa lo ha già adottato Modica ed è in fase di predisposizione anche a Scicli).

 

Lei ritiene che sia possibile farvi ricorso una seconda volta?

Io ritengo di sì, perché il Piano non è stato bocciato dalla Corte dei Conti, ma il suo iter è stato interrotto dal Consiglio. Le linee guida chiariscono che si può teoricamente uscire dalla procedura entro i 60 giorni che la legge assegna per la predisposizione e approvazione del Piano: il Consiglio, bocciandolo, non ha fatto altro che questo. Tenendo conto letteralmente dell’interpretazione normativa non credo dunque che ci siano ostacoli.

 

Qual è l’entità del debito che bisogna ripianare con il Piano e come si è formato?

Il Bilancio del 2012 ci porta a registrare un disavanzo di circa 850 mila euro e soprattutto 5 milioni di euro di debiti fuori bilancio, tutti riferibili a espropriazioni illegittime che risalgono molto indietro nel tempo, fino anche a 20 o 25 anni fa, ma che sono emersi tutti nel 2012.

La situazione stranissima è che il debito deriva da questo, mentre possiamo dire che non ci siano problemi strutturali nel nostro bilancio.

 

E con quali misure avreste ripianato il debito, se il Piano fosse stato approvato?

Avremmo inciso principalmente sulle entrate proponendo, l’Imu al massimo sulla seconda casa senza toccare quella sulla prima casa e senza alzare le altre tariffe.

 

Voi avete approvato il Bilancio preventivo del 2012 solo a fine anno: è anche questo che ha causato lo squilibrio?

Sì, anche se il disavanzo di 850 mila euro è molto inferiore ad esempio alla riduzione dei trasferimenti statali e regionali – per ben 2,5 milioni di euro – rispetto al 2011. Per fare questo abbiamo diminuito la spesa corrente di circa 1 milione di euro, con interventi spalmati sui vari capitoli del bilancio, ma per fortuna abbiamo anche avuto un risultato superiore alle aspettative nella lotta all’evasione. È stato anche necessario aumentare la Tarsu.

 

Dunque ora come si procede?

Io penso che – nonostante le scadenze dei termini siano fissate ad aprile e a giugno – bisogna predisporre immediatamente il Consuntivo 2012 e il Bilancio 2013, proponendo contestualmente il nuovo Piano di riequilibrio.

 

E nel frattempo qual è la situazione di liquidità del Comune?

Stiamo pagando in questi giorni lo stipendio del mese di dicembre ai dipendenti e cercheremo di pagare quanto prima la tredicesima e gennaio. Si sta verificando, purtroppo, che in questo momento di crisi i cittadini non pagano né acqua né Tarsu.

 

Se il Piano dovesse essere di nuovo bocciato, quali sarebbero le conseguenze?

In ogni caso dovremo fare il bilancio preventivo 2013 e il pluriennale: questo vuol dire che dovremo prevedere il ripiano del debito in 3 anni anziché in 10. Per fare questo dovremo fare scelte molto più rigorose: corriamo il rischio che si debba aumentare oltremodo l’imposizione fiscale oppure andare a incidere su alcuni servizi.

Ovviamente non è detto che poi la Corte dei Conti approvi questo Piano e in tal caso si andrebbe inevitabilmente al dissesto, con tutte le conseguenze che questo comporta.

 

Pensa che risulterebbero in esubero anche alcuni dipendenti comunali?

Sì, nel caso del dissesto sì. Con il Piano di riequilibrio invece sarebbero stati e sarebbero salvi tutti: la previsione sarebbe solo quella di fronteggiare l’eccessivo costo del personale con la riduzione dell’integrazione oraria e i pensionamenti. 

 

È con questi argomenti che cercherà di convincere il Consiglio ad approvare il nuovo Piano?

Ho la speranza che si formi una maggioranza di buon senso: non penso alla formazione di una nuova maggioranza in Consiglio, ma alla possibilità che la maggioranza dei consiglieri votino questo singolo atto. Noi stiamo facendo uno sforzo di apertura alle forze politiche che in questo momento sono all’opposizione, in particolare quelli che sono più liberi dai condizionamenti. In generale, spero che tutti facciano prevalere l’interesse della città piuttosto che il tornaconto politico e confido che si tenga conto dell’opinione pubblica che ovviamente fa pressioni affinché si eviti il dissesto. Del resto, se questo fosse utile a cacciare il sindaco lo potrei capire, ma il sindaco resterebbe al suo posto a meno di una sfiducia del Consiglio: a pagarne le conseguenze sarebbe solo la città.