Suonare le campane della Chiesa non è reato

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Suonare le campane della chiesa non è reato. Lo ha stabilito la Procura della Repubblica di Modica che ha chiesto al GIP l’archiviazione del procedimento contro il Parroco della Chiesa di San Pietro, denunciato da un vicino per il suono, giudicato molesto, delle campane. Sembriamo in un romanzo di Guareschi, nelle lotte infinte tra Don Camillo e Peppone. Non siamo però a Brescello ma a Modica dove un cittadino, esasperato per il suono delle campane che gli impedivano di dormire, ha deciso di portare in tribunale il parroco per ottenere il silenzio.
Secondo la Procura di Modica però, il rumore prodotto dal suono delle campane di una Chiesa, finalizzato al richiamo dei fedeli al culto, rientra nelle consuetudini della vita della comunità e costituisce fatto periodico e di breve durata, normalmente privo di intensità tale da porre problemi di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. In pratica il suono delle campane fa parte della vita di città come può essere il rumore del traffico o il grido di un venditore ambulante. Diverso il discorso se le campane venissero suonate per diletto o al di fuori degli orari stabiliti. In quel caso lo scampanio verrebbe equiparato a qualsiasi rumore molesto perseguibile dalla legge.
La denuncia dell’insonne cittadino è stata tra l’altro unica nel suo genere. Nessuno infatti si è mai lamentato tra i residenti nei pressi della Chiesa. Per questo il procuratore Francesco Puleio ha escluso che per le sue modalità di uso la campana emettesse suoni fastidiosi di intensità tale da superare i limiti di accettabilità fissati da un decreto ministeriale del 1997.