Tutti contro Alfano: anche a Comiso il PD vuole le primarie

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La partita per le nazionali non è ancora chiusa, ma a Comiso già si guarda ad un altro importante appuntamento elettorale: le amministrative. La data di svolgimento non è ancora certa, ma la campagna elettorale a Comiso di fatto è iniziata già all’indomani della vittoria del centrodestra e della nomina di Giuseppe Alfano a sindaco.

Se la battaglia non si è mai fermata, però, al momento si sconosce ancora il nome del condottiero che guiderà la “rivolta”. Mentre Alfano già nel maggio scorso ha confermato la sua volontà a ricandidarsi in quanto sindaco uscente, il suo avversario del 2008, Gigi Bellassai (che nel frattempo è candidato per il PD al Senato), ha invece annunciato di non voler scendere in campo in maniera diretta, bruciando sul nascere le voci che lo vorrebbero nuovamente in lizza per la poltrona di primo cittadino. Dalle parole di Bellassai, inoltre, emerge la volontà del centrosinistra di affidarsi alle primarie, cui saranno invitate a partecipare anche quelle che il segretario del PD chiama “nuove personalità”. 

 

“In questi anni- spiega Bellassai- abbiamo messo assieme tutte le forze politiche e civiche che si sono opposte alle scelte scellerate dell’Amministrazione Alfano che ha portato Comiso al disastro economico, amministrativo e sociale. La prima cosa che si farà sarà quella di incontrare nuovamente questi movimenti per stabilire con loro le linee programmatiche essenziali. Queste debbono partire da due parole chiave: risanamento e rilancio della città, che non deve essere portato avanti gravando sulle spalle dei cittadini, ma con l’utilizzo di fondi comunitari e nazionali”.

Bellassai, pur ribadendo la sua scelta di non candidarsi, riassume quello che dovrà essere il programma della coalizione che si schiererà contro il centrodestra: l’approvazione del Prg, l’avvio e la rimessa in campo dei servizi alla persona, la dismissione di immobili inutili che possono portare  delle risorse, la razionalizzazione delle spese, la riduzione delle indennità per gli amministratori, l’eliminazione di tutte le spese di rappresentanza e di missione, la scelta di puntare sulla Green economy, l’utilizzo dei sistemi di partecipazione democratiche per le scelte della città. “Sindaco e Consiglio non potranno più essere chiamati a scegliere da soli – dice Bellassai – ma, per le decisioni fondamentali, bisognerà attivare progetti di partecipazione democratica attraverso i quali ascolteremo, anche con dei referendum consultivi, le opinioni dei comisani. In questo spirito, quindi, proporremo al tavolo del centrosinistra e dei movimenti civici le primarie di coalizione che, se si voterà ad aprile, si svolgeranno fra il 3 ed il 10 marzo. Per noi è fondamentale che sia la popolazione a decidere chi deve essere il nuovo Sindaco della città”.

Nazionali a parte, se il partito dovesse indicarla tornerebbe in corsa?

“No. La mia candidatura non è quella per la quale né io né il partito vogliamo spenderci. L’ho già detto a maggio. Ritengo ci sia un tempo per ogni cosa e questo è il tempo di trovare nuove personalità che possano svolgere questo incarico. Ecco perché lavoriamo per trovare nuove figure”.

Cosa intende per nuove figure? Persone estranee alla politica come imprenditori o altro?

“Noi stiamo lavorando per una figura esterna. Se non dovessimo trovare qualcuno disponibile, come Partito Democratico abbiamo delle figure che hanno il profilo necessario che sta a metà fra innovazione ed esperienza. Quando parlo di innovazione parlo di cose nuove. Non quindi di gente che ha già fatto il sindaco o altro, perché è questo che vogliono sia la città che la politica in generale. Comunque vada con Roma, invece, sarò in lizza per il consiglio comunale e, da segretario del Pd, guiderò il partito”. 

 

 

Come accennato, invece, Alfano conferma anche a noi di Ragusah24 la volontà di ricandidarsi.

“Ritengo sia doveroso, perché quando qualcuno svolge una funzione come quella del sindaco deve comunque sottoporsi al giudizio degli elettori, qualunque possa poi essere il risultato. Se vieni rieletto vuol dire che è stato compreso il tuo operato e che questo merita il giudizio positivo della Città, in caso contrario il risultato è da monito per chi viene dopo di te, che saprà di dover cambiare registro dato che questo modo di operare non è piaciuto”.

Considerando le difficoltà interne al Pdl, anche a livello provinciale, quanto tutto ciò influenzerà la sua candidatura ed il risultato elettorale?

“Non ho idea di cosa accadrà al mondo del centrodestra dopo le elezioni politiche e credo che nessuno abbia una certezza assoluta in tal senso. Nelle amministrative, tuttavia, giocano anche altri fattori che vanno al di là delle coalizioni politiche. Vale molto di più la singola persona. Tutto questo, quindi, verrà discusso dopo le elezioni nazionali, ma io punto alla mia ricandidatura”.

Dopo tutto quello che è successo in questi cinque anni, fra alti e bassi, cosa rifarebbe e cosa cambierebbe della sua attività politica?

“Sono convinto che tutti quanti, quando amministriamo, facciamo degli errori. Sono convinto che i miei sono stati di natura veniale e sono convito che oggi, più di ieri, sono in grado di non rifare gli stessi errori perché quando si inizia senza l’esperienza amministrativa pratica è normale ed è più facile sbagliare. Oggi, comunque, abbiamo rimesso in sesto le finanze del Comune, abbiamo preso confidenza con la macchina amministrativa, avviato una fase progettuale importante a costo zero per l’ente e, diversamente da chi ci ha preceduto, realizzato diverse opere pubbliche importanti, ed altre sono in corso di realizzazione, senza gravare eccessivamente sulle casse dell’Ente. Sarebbe per me un motivo di orgoglio e soddisfazione poter continuare l’attività amministrativa. Cinque anni sono pochi per realizzare completamente il programma elettorale. Nel mio caso, poi, tre anni e mezzo mi sono stati portati via dalla situazione debitoria lasciataci in eredità che ci ha imposto la dichiarazione di dissesto. Nonostante questo, in due anni e mezzo abbiamo azzerato, per quanto riguarda la gestione corrente, il debito del Comune.  Mi dispiacerebbe non poter proseguire attività amministrativa perché ci sono tre cose delle quali abbiamo merito. Una di queste è l’aeroporto. Se non fossi stato così costante, tenace e deciso probabilmente questo aeroporto non si sarebbe più aperto. Ho seguito la vicenda personalmente e spesso questo mi ha costretto ad essere lontano dalla città, purtroppo; la seconda cosa è l’impegno che abbiamo assunto nei confronti del personale e nei confronti delle casse dell’Ente, che ci ha condotti in una situazione di maggiore serenità di cassa; la terza cosa è sicuramente l’impegno nei confronti delle scuole. Quando mi sono insediato c’erano bambini che, nelle scuole e negli asili, erano in condizioni pietose. Noi abbiamo investito risorse a loro favore, spendendo sempre meno”.

 

Insomma, confermando quanto abbiamo scritto, la campagna elettorale a Comiso è iniziata già all’indomani della vittoria di Alfano e, anche se ancora non si conosce il nome del condottiero che guiderà il centrosinistra, i terreni sui quali scontrarsi sono già tutti in bella mostra.