Cinque punti per il rilancio dell’edilizia

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Investire nelle piccole opere, attivare gli incentivi fiscali, focalizzare le questioni legate al credito, procedere con la semplificazione della burocrazia e l’attivazione e l’attivazione degli appalti pubblici. Sono i cinque punti del rilancio dell’edilizia proposti dal presidente provinciale di CNA Costruzioni, Bartolo Alecci. Per Alecci la crisi nel settore è conclamata e allarmante eppure non trova l’attenzione che meriterebbe. La causa sta, secondo il responsabile di CNA nella presenza di piccole e medie imprese con pochi lavoratori. Manca cioè la grossa ditta capace di attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. Investire nelle piccole opere significa dotarsi di un programma volto alla realizzazione dei lavori indispensabili alla messa in sicurezza del territorio, dai rischi idrogeologici alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e delle scuole. Per quanto riguarda gli incentivi fiscali, CNA plaude alla realizzazione del Conto Termico, cioè l’erogazione di incentivi a chi utilizza le energie rinnovabili. E’ necessario però trasformare subito in opere gli stanziamenti previsti, senza perdere troppo tempo per non vanificarne l’utilità. Il terzo punto riguarda il credito. Troppe aziende stanno incontrando sempre maggiori ostacoli nell’accesso al credito. L’invenduto, l’introduzione dell’IMU sui magazzini e la difficoltà nel riscuotere i crediti soprattutto nei confronti della pubblica amministrazione hanno provocato una forte carenza di liquidità. Il quarto punto del programma CNA riguarda lo snellimento burocratico. I  tempi e i costi della burocrazia rappresentano un vincolo non più accettabile per il mercato delle costruzioni. Si invoca in questo caso un intervento del Governo. Infine, ultimo punto, gli appalti pubblici. Troppo spesso il piccolo imprenditore opera nella scomoda posizione di subappaltatore di altri soggetti. C’è bisogno di una normativa capace di valorizzare le competenze delle piccole e medie imprese evitando l’eccessivo accorpamento dei lavori che invece andrebbero suddivisi in lotti ridotti dove anche i piccoli possano far valere la loro competitività.