Per l’inquinamento idrico si insedia un pool alla Procura di Ragusa

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Risolvere il problema inquinamento idrico a Ragusa. Un imperativo categorico a cui non si può più derogare. Su delega del Procuratore della Repubblica Carmelo Petralia domani si riuniranno, attorno ad uno stesso tavolo direttamente nei locali della Procura ragusana, le autorità che a vario titolo sono interessate in questa vicenda dell’inquinamento dei due pozzi, B e B1 a Ragusa.
Dall’incontro di domani, a cui saranno presenti, tra gli altri, i vertici dell’Asp, del Comune di Ragusa, dell’Arpa e i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione, dovrà scaturire una linea guida da adottare. Ricordiamo che non più tardi di qualche giorno fa il Procuratore Carmelo Petralia aveva richiesto all’Arpa e al Nas un protocollo a cui potersi rifare per concretizzare, da un punto di vista cautelativo per la salute pubblica, i sequestri operati nei confronti delle aziende agricole. Il numero dei sequestri, intanto, è salito a quattro e un quinto potrebbe essere in fieri. Al momento la contestazione che ha portato ai sequestri, riguarda esclusivamente la violazione delle norme del decreto Ronchi e si ipotizzerebbe, ma si attendono ulteriori accertamenti per poterlo dimostrare, che le stesse aziende abbiano potuto essere la causa dell’inquinamento idrico a seguito del cattivo smaltimento dei liquami. Ma l’ipotesi di alterazione e conseguente avvelenamento dell’acqua al momento è un reato solo ipotizzato. Dal vertice di domani, dunque, dovranno necessariamente uscire fuori importanti novità ed indicazioni su come agire, anche per rendere i sequestri ancora più efficaci e mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico in città.