“Una pennellata di rosso nel cielo blu”

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Ci sono delle persone speciali. Perché lasciano il segno: nell’arte, nella scienza, nella cultura, nella medicina, nella storia di una Nazione o di una città. Sono persone speciali perchè si pensa che non debbano invecchiare mai o debbano vivere per sempre. Una logica “non umana”, dettata esclusivamente dal sentimento. Non ci può essere, e non c’è, nulla di razionale. Tranne che il ricordo. E l’esempio. “Zio Pietro” è senz’altro, nel suo mondo, una persona speciale. Non si può definire altrimenti un uomo che ha dedicato la sua vita, oltre che alla famiglia, al calcio modicano. E la città – non solo quella che si riconosce nella passione sportiva per una squadra di calcio dai colori rossoblu – ha il dovere di ricordare chi, per settant’anni, ha “curato” i muscoli di centinaia di calciatori ma che ha, anche, fatto da nonno, da padre, da zio e da fratello maggiore a chi cercava gloria e coltivava sogni impossibili sui campi polverosi di provincia. Nell’album di “figurine Panini” di zio Pietro Scollo ci sono centinaia di nomi. Calciatori dai piedi buoni, giovani di belle speranze, giocatori dotati di grande tecnica ma di scarso cervello, atleti al crepuscolo. Ma per lui, per il signor Scollo, massaggiatore del Modica, erano tutti meritevoli di rispetto. Perché “Zio Pietro” era così: un cuore grande come la sua passione per il Modica. E tutti i “suoi” giocatori, sparsi per la Sicilia e oltre, hanno sempre ricambiato il rispetto, quasi deferente, per quest’uomo di sport dal sorriso luminoso e dalla semplicità contagiosa. “Zio Pietro” e il suo piccolo, grande mondo ci mancheranno perché anche noi pensavamo che lui non potesse invecchiare mai e che lo avremmo visto, chissà per quanto tempo ancora, a bordo della sua Fiat 500, al campo sportivo, sulla panchina del Modica. Ma siamo certi che, lassù, “Zio Pietro” abbia già portato una pennellata di rosso nel cielo blu.