Il Comune può riaprire i pozzi… di acqua non potabile

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Nuovo faccia a faccio, questa mattina, tra il Commissario del Comune, Margherita Rizza, ed i responsabili dell’Asp per decidere sull’apertura dei pozzi B e B1 chiusi orami da quasi due mesi. Il Comune, sulla base delle nuove analisi effettuate anche dall’Università di Catania, vuol capire l’intenzione dell’Asp, se darà o meno l’autorizzazione al riutilizzo dei pozzi. Tuttavia una decisione in senso positivo sembra molto lontana. E così il Comune potrebbe “cedere” alla iniziale proposta dell’Asp, ossia immettere nuovamente l’acqua nella conduttura comunale, ma dichiarando non potabile il prezioso liquido. Si dovrebbe stabilire per quali zone l’acqua non sarà potabile, anche se da un primo esame di questa opzione, buona parte dell’acqua immessa in rete non avrebbe il requisito della potabilità. Si risolverebbe il problema di mancanza del prezioso liquido, ma si aggraverebbe la situazione di liquidità. In questo caso si parla di quella economica, in quanto se l’acqua sarà data come non potabile dovrà essere applicata una tariffa di gran lunga inferiore rispetto a quella attuale. Si pensa ad uno sconto di circa il 50 per cento. E considerato che le entrate del canone idrico sono quelle che dovrebbero fare “respirare” Palazzo dell’Aquila, una riduzione del 50% per un numero elevatissimo di contribuenti corrisponderebbe ad un salasso per le casse comunale. Per questo la commissaria ha chiesto delle proiezioni agli uffici, per capire quanto inciderebbe questa soluzione. In ogni caso, una decisione dovrà essere presa, perchè il sistema delle autobotti è ormai andato in tile ed i cittadini sono allo stremo. Martedì sera affollatissimo il convegno promosso dal Movimento “Cittè” sul tema “Acqua di casa mia”. E Sonia Migliore, neo commissario Udc a Ragusa, propone alla Rizza di fare convenzioni con i privati che gestiscono il servizio di autobotti.