Operazione “Cabrera”: tutti rinviati a giudizio. Alcuni hanno chiesto il rito abbreviato

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Operazione “Cabrera” davanti al Gup.

Ha patteggiato la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione e di 18.000 euro di multa Vittorio Pizzo 25 anni, detenuto nel carcere di Ragusa e difeso dall’avvocato Isabella Coppola, comparso ieri davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Modica Maria Rabini. Mentre Andrea Distefano, 26 anni difeso dall’avvocato Salvatore Pappalardo, Leandro Scolaro, 22 anni difeso dall’avvocato Matteo Gentile, e Giuseppe Ciccazzo, 28 anni difeso dall’avvocato Salvatore Rustico, hanno chiesto al gup di essere giudicati mediante il rito abbreviato.Procedimento la cui data dello svolgimento è stata fissata per il prossimo 16 di maggio.

Rinviati a giudizio, invece, tutti gli altri imputati dell’operazione “Cabrera”, scaturita a seguito della morte del giovane pozzallese Luca Arezzo, deceduto l’8 ottobre del 2010 all’età di 25 anni per una overdose di eroina. Circostanza che diede l’avvio alle indagini da parte dei carabinieri di Pozzallo e che consentirono di scoprire e monitorare un gruppo di giovani dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro cittadino marinaro e nei pressi del pontile prospiciente la Torre Cabrera, da cui prese nome l´operazione. Diciannove i giovani pozzallesi, di età compresa fra i 22 ed i 32 anni, finiti il 2 giugno del 2012 nella rete dell’operazione antidroga eseguita dai militari e diretta dalla Procura della Repubblica di Modica. Il tunisino Miled Rahem, 33 anni, abitante a Vittoria dove venne arrestato, invece, era colui il quale, insieme ad altri non identificati extracomunitari, riforniva la combriccola della sostanza stupefacente. Quest’ultimo finiva in carcere insieme a Graziano Arena 24 anni, a Vittorio Pizzo, a Leandro Scolaro e a Deborah Borgia, 28 anni. Quest’ultima deve rispondere anche del reato “di morte come conseguenza di altro delitto” per aver ceduto al giovane Arezzo la sostanza stupefacente tagliata con caffé che ne causò il decesso per overdose. Mentre ancora a gli arresti domiciliari si trovano Giovanni Ammatuna 25 anni, Giuseppe Ciccazzo 28 anni,  Andrea Distefano, Lorenza Salonia 25 anni.  Fanno anche parte del gruppo Giovanni Biazzo 25 anni, Emiliano Cappello 25 anni, Giovanni Davide Gambuzza 28 anni, Sebastiano Morana 25 anni, Carmela Paolino 26 anni, Santo Randazzo 23 anni, Mery Salonia 23 anni, Samuel Scolaro 23 anni, Alessia Spadola 23 anni, Stefania Terranova 25 anni, e Danilo Arrabito 27 anni che deve rispondere solo del reato di rissa.

Ieri, infine, si è costituita parte civile, rappresentata dall’avvocato Maria Platania, la famiglia della giovane vittima Luca Arezzo. La maggior parte dei giovani, che l’eroina non se la iniettavano ma la assumevano fumandola, continuano a dichiararsi estranei alle accuse di spaccio mentre hanno ammesso di essere tossicodipendenti tanto che si sono affidati alle cure del Sert dell’Asp7 al fine di disintossicarsi. Già nel novembre 2009 uno dei ragazzi arrestati nell´operazione antidroga, ovvero Giovanni Biazzo, aveva spacciato eroina tagliata male, mandando in overdose due ragazzi di Pozzallo che avevano rischiato la morte.