Massari critico sul PRG: “Enormi danni al commercio”

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Il blocco del Prg  ha danneggiato anche quello particolareggiato relativo alla zona commerciale adiacente all’aeroporto. Giuseppe Massari presidente della CNA provinciale, è un fiume in piena su piano regolatore ed aeroporto di Comiso.

Sono due cose strettamente connesse secondo il rappresentante di centinaia di imprese edilizie dalla provincia iblea e soprattutto di quelle comisane. Secondo Massari, “se l’aeroporto apre domani si rischia di far trovare un territorio impreparato su tutto”. Per Massari la visione non è rosea. “ Il blocco del PRG in questi 5 anni, ha completamente inibito non solo l’edilizia privata, ma anche quella commerciale. C’è un’area vastissima adiacente all’aeroporto, proprio sulla provinciale 7 per Chiaramonte dove molti imprenditori hanno anche dei grossi lotti di terreno, ma dove non è stato possibile realizzare niente. Sono previste strade molto larghe, alberghi, strutture ricettive di ogni tipo e centri commerciali. A poche settimane dall’inaugurazione dell’aeroporto, non c’è niente.” Ma il problema secondo il presidente provinciale, non è solo questo. Anche la città non è pronta come non è pronta la macchina amministrativa dove, per una autorizzazione di qualunque tipo, ci vuole almeno un anno. A prescindere, sempre secondo Massari, dalla città stessa che si presenta sporca e con le strade completamente devastate. Un altro passaggio importante, Massari lo ha fatto proprio sull’aeroporto.” L’aeroporto deve partire con il piede giusto perché così come è previsto, si rischia solo di spendere somme stellari per voli che nessuno prende. Tenere aperta una struttura per avere dei voli in fasce orarie inutili la rende già fallimentare. Non ha alcun senso, ad esempio, pagare milioni di euro ad una compagnia di volo che propone una tratta per Milano con partenza alle 12.00 e rientro il giorno successivo alle ore 18.00. A Comiso, il serio rischio è quello di smistare voli che in altri aeroporti nessuno utilizza. Inoltre – ha concluso Massari – è uno spreco di denaro proveniente dal territorio, ammontante a circa un milione e mezzo l’anno, per soli tre voli a settimana in orari pazzeschi, quando invece un aeroporto diventa funzionale almeno con sei voli al giorno”.