Il Consiglio non tratta l’ordine del giorno: se ne occuperà il prossimo

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Non erano certo punti di poca importanza quelli presentati all’ordine del giorno. Tra i più salienti, la presentazione del piano regolatore generale bloccato da 5 anni e portato in aula 20 giorni prima delle elezioni, e il piano delle edicole, anch’esso pronto ed approvato già dal 2005, ma portato in aula per alcune modifiche a fine mandato sindacale. Per la maggioranza dei consiglieri presenti alla seduta, è stato più opportuno procedere secondo quanto prevede la legge in merito alla convocazione e trattazione di punti, a poca distanza dalla competizione elettorale. La legge infatti si esprime chiaramente: “ Non si può dopo l’indizione dei comizi elettorali (elezioni), trattare argomenti eccezion fatta per atti urgenti ed improrogabili, al fine di evitare che nel periodo transitorio del rinnovo dell’organo elettivo, quest’ultimo sia indotto ad emanare atti che incidono sulla libera formazione della volontà elettorale dei cittadini, alterando inoltre la par condicio fra le forze politiche partecipanti alla competizione elettorale e favorire gli stessi consiglieri in carica che potrebbero rivestire anche la qualità di candidati al consiglio”. Sta nei fatti che la presentazione di un PRG in stallo da 5 anni durante i quali tutto il comparto edilizio e relativo indotto sono entrati letteralmente in coma e che è rimbalzato come una palla pazza da un ente ad un altro alla ricerca di impossibili pareri favorevoli se non “aggiustando le carte”, così come il piano delle edicole emendato e presentato anch’esso a fine mandato, non avevano nulla di urgente ed improrogabile. Secondo il consigliere Fabio Fianchino (Pd), a nome di tutta l’opposizione  “per questi motivi la maggioranza dei consiglieri ha responsabilmente deciso di stoppare questa vergognosa propaganda elettorale del centro destra, votando l’inopportunità politico/istituzionale a trattare i punti all’ordine del giorno”.