La scerbatura, gli inerti e le metafore cittadine

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La nuova amministrazione comunale di Modica si sta dando un gran da fare per eliminare le erbacce. Una vera e propria task force è all’opera da diversi giorni: vengono battute tutte le strade del centro e della periferia in un vero e proprio “blitz scerbatura” cominciato a Marina di Modica con una squadra di volontari reclutati dal sindaco, Ignazio Abbate. Lavoro meritorio che, speriamo, possa continuare con regolarità anche nei prossimi mesi in modo che non si debba sempre ricorrere a interventi straordinari sollecitati dalle solite emergenze. Oltre alla scerbatura, comunque, i responsabili del settore dovrebbero cominciare a volgere lo sguardo più in alto (non solo in senso metaforico) per procedere alla potatura degli alberi le cui fronde rischiano di invadere anche gli edifici. C’è, poi, il problema dei cosiddetti “inerti”: materassi, televisori e frigoriferi abbandonati accanto ai cassonetti dei rifiuti. Una storia vecchia con la quale si sono scontrati diverse assessori comunali, tutti “inerti contro gli inerti”. In attesa, infine, di affrontare seriamente e concretamente questioni come i servizi turistici e il ritorno a iniziative culturali che possano ancora richiamare in città un target medio-alto di visitatori, sempre con l’intento di alzare lo sguardo (non solo in senso metaforico), ricordiamo che ci sono vicoli e strade principali della città scarsamente illuminati, se non proprio al buio. Ci avevano detto che l’amministrazione Buscema aveva provveduto a comprare lampade nuove per circa novemila euro. Bisognerebbe prenderle dai magazzini e avvitarle al posto di quelle bruciate. Altrimenti, visto che, con la scerbatura, anche le lucciole (non in senso metaforico) sono state sfrattate dai cespugli, i residenti dei quartieri in penombra non hanno a disposizione neppure – come dicono gli assistenti di volo prima del decollo – “quel segnale luminoso che indica l’uscita di sicurezza più vicina”.
P.S. Le segnalazioni di cui sopra arrivano dall’elettore medio, dalla gente comune, insomma. Altri problemi, magari più seri, richiedono un impegno a medio e lungo termine. E sarebbe auspicabile che i nuovi assessori cominciassero a fidarsi dei consigli e dell’esperienza dei loro colleghi più esperti. Solo per il bene della città.