Un’azienda chiude per furti. L’Ascom: “Se ne occupi il Prefetto”

3

“Se un imprenditore arriva a dichiarare di essere pronto a chiudere per i troppi furti subiti, è evidente che qualcosa, nel nostro sistema locale, comincia a non funzionare”. Lo dice il presidente della sezione Ascom di Comiso, Salvatore Digiacomo, che, dopo essere stato informato della delicata situazione che riguarda l’azienda in questione, la Maya Progetto Agricoltura di Giorgio Iabichella, ricadente sul territorio cittadino, non solo si è premurato a manifestare la solidarietà personale e a nome dell’associazione al titolare della ditta ma lo ha anche incontrato per sentire dalla sua viva voce quale l’essenza della problematica oltre alle sue gravi ricadute. “E’ di tutta evidenza – prosegue Digiacomo – che avere subito quattro furti, e di una certa entità, nel giro di pochi mesi, in un periodo generalizzato di crisi come quello che stiamo tutti affrontando, non consente all’imprenditore di potere pianificare alcunché per il futuro. Anzi, lo stesso è stato costretto con le spalle al muro da questa difficile situazione”. Digiacomo prosegue: “Noi dell’Ascom forniremo il nostro sostegno all’azienda in questione, tra l’altro iscritta alla nostra associazione, ma soprattutto siamo pronti a sensibilizzare chi di competenza sulla delicata vicenda dell’ordine pubblico”. E in questo contesto entra in campo anche il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Sergio Magro, rivolgendosi al prefetto di Ragusa “che sappiamo essere – dice Magro – molto sensibile sulla tematica, affinché, nei modi e nei tempi che riterrà opportuni, possa convocare un tavolo che prenda in esame le criticità della situazione complessiva con riferimento al territorio comisano. Sappiamo che anche le forze dell’ordine devono fronteggiare tagli nell’organico non di poco conto. E anzi – aggiunge il presidente provinciale – cercano sempre di fare gli straordinari pur di assicurare una resa del servizio comunque all’altezza della situazione. Ma non è possibile prendere atto, in questi termini, della disperazione di un nostro imprenditore che ha un sola alternativa alla chiusura, quella di rivolgersi agli usurai. Se così dovesse accadere, lo Stato avrà fallito, lo Stato non avrà saputo fornire le adeguate garanzie a chi chiedeva aiuto. Noi speriamo che tutto ciò non succeda e ci auguriamo che le nostre istanze possano essere raccolte da chi di competenza”.