Omicidio nella notte nel parcheggio del Palaminardi: ucciso un 66enne nella sua auto

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In un primo momento era sembrato un incidente stradale, una Fiat Punto che, intorno alle undici di ieri sera, sbatte contro un muretto di cinta, esterno al parcheggio del Palaminardi a Ragusa. Così sul posto è stato chiamato da alcuni passanti il personale del 118. La presenza, all’interno dell’utilitaria, però, di diversi bossoli di arma da fuoco, ha messo in allarme il medico del 118 che ha subito avvertito la squadra mobile e la sezione volanti, che hanno risolto il caso nel volgere di appena tre ore. Stanotte, è stato consumato l’omicidio di Salvatore Di Grandi, ex cameriere di 66 anni ragusano. Il fermo per indiziato di delitto è scattato nei confronti di Giovanni Caruso, 36enne barista, pregiudicato, che sarebbe l’autore materiale dell’omicidio, e di Alfredo Scatà, 47enne, muratore, anch’egli pregiudicato. L’accusa è omicidio volontario premeditato e porto abusivo di arma. Tra l’altro a casa del Caruso, gli agenti hanno trovato due pistole. Pare che, dopo essere stati a bere qualcosa insieme in un bar, la vittima li stesse accompagnando a casa. Nell’abitacolo della fiat punto – hanno spiegato gli inquirenti –  il Digrandi al volante aveva accanto lo Scatà, e sui sedili dietro vi era il Caruso. Questi – secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti della squadra mobile – avrebbe con la mano sinistra tirato il freno a mano, ed estratto, con la destra, dai pantaloni una calibro 6.65, esplodendo diversi colpi di pistola, che hanno raggiunto la vittima alla nuca. Poi i due avrebbero abbandonato l’auto, con all’interno la vittima, dirigendosi a piedi nelle rispettive abitazioni. Una fitta rete investigativa con attività tecnica tradizionale, ha consentito agli inquirenti di raggiungere i due e condurli in questura in stato di fermo di indiziato di delitto e per l’intera mattinata sono stati sentiti dal magistrato. Pare che alla base dell’efferato omicidio vi fosse una lite avvenuta tre anni fa per futili motivi, ma su cui avrebbe covato rancore per anni il Caruso, sino all’epilogo finale di stanotte. Intanto sono in corso anche gli accertamenti balistici sui bossoli trovati all’interno dell’utilitaria.