Ci hanno tentato. Ma non ci sono riusciti…

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Dobbiamo dircelo a microfoni spenti perché la diplomazia impone altro. L’importante è che il messaggio, stavolta, sia passato forte e chiaro.
Non sono passati tempi biblici o ere geologiche da quando, in prossimità dell’apertura dell’aeroporto di Comiso, la prima cosa che venne detta, fu quella di considerare la struttura iblea come un eventuale punto alternativo a quello di Catania, qualora l’Etna avesse creato problemi. E nessuno ha dimenticato che si sollevò un coro unanime di proteste perché era chiaro il tentativo di non fare “decollare” l’aeroporto, nel pieno delle sue reali potenzialità. Come nessuno ha dimenticato che il Magliocco è stato definito un “aeroportino” per trasportare i pomodorini. Qualcuno forse si è convinto che sia bastato un colpo di spugna per cancellare tutti i tentativi di sminuire quello che, invece, sta diventando il cuore pulsante della Sicilia sud orientale. Ma torniamo all’incongruenza più evidente. Dicevamo dunque, che l’aeroporto è nato ab origine, per supportare il traffico catanese in caso di bizze del nostro imperioso Mongibello. Per cui, la cosa più scontata che poteva accadere, sarebbe stata quella di fungere come tale. Invece no. Guarda caso, appena lapilli e polveri laviche invadono l’area calatina, immediatamente si chiude lo spazio aereo di tutta l’intera Sicilia sud orientale. Hanno detto che il corridoio dello spazio aereo è lo stesso. Bene. Ma non lo sapevano quando più volte è stato dichiarato che Comiso doveva essere “alternato” a Catania? Dicono che sono stati motivi di sicurezza. Ma in provincia di Ragusa accadde solo una volta, circa 30 anni orsono, che le polveri dell’Etna arrivarono fin qui. Ma esistono anche i metereologi dell’aeronautica militare che sanno con ben 24 ore di anticipo, quali venti soffieranno, con quale velocità e verso quale direzione. E non si può assolutamente smentire che ci sia stato un goffo tentativo di inibire l’aeroporto di Comiso, perché dopo appena due ore dalla chiusura dello spazio aereo, è arrivata un’altra comunicazione che smentiva la prima e smistava i voli su Comiso. Chissà, forse qualcuno ha ripulito le polveri depositatesi in maniera massiccia a Comiso. Scusate, ma noi non ce la siamo bevuta. Come non crediamo che sia difficile pubblicare un semplice bando per la security, o per la gestione di locali per esercizi commerciali, o per la rivendita di tabacchi o per tanto altro ancora. Ed è evidente anche il motivo della nostra diffidenza. Tutto ciò che era di competenza della società di gestione del  Magliocco, è stato fatto in tempi talmente celeri da rasentare anche il surreale. Per cui, si capisce bene che a qualcuno quest’aeroporto proprio non va giù. A noi, per contro, piace tanto. Appartiene al nostro territorio, e nessuno tenterà di sminuirlo aggirando l’attenzione costante che tutti, in provincia, riversano sulla struttura. Pazienza, ci hanno tentato ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno…E scusate se scarseggio in diplomazia.