Province, la Sicilia resta indietro. Scarso: “Non ho ricevuto istruzioni”

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Quella Sicilia che sulla riforma delle Province era riuscita a stare un passo avanti a tutti gli altri, anche stavolta finisce un passo indietro.  Con il “sì” pronunciato dalla Camera nella notte fra sabato e domenica, il resto d’Italia ha fatto un passo in avanti forse decisivo per il progetto del Governo Letta di superamento delle Province, con trasformazione delle attuali amministrazioni in enti di secondo livello. A Palermo invece anche questo impegno, questa scadenza, non sarà rispettata: le Province regionali non si scioglieranno, almeno non entro il 31 dicembre, data per la quale la legge approvata mesi fa e annunciata come “rivoluzionaria” dal governo Crocetta fissava il passaggio ai Liberi consorzi.

E il futuro appare sempre più incerto: se il disegno di legge governativo non dovesse superare la verifica della commissione affari istituzionali dell’Ars, dove è ancora fermo, si tornerebbe al voto, tentazione che sembra sempre più diffusa a Sala d’Ercole, non solo tra i deputati dell’opposizione.

Intanto, naturalmente, la prospettiva è quella di prorogare i commissariamenti attualmente in atto, anche se il Commissario della Provincia regionale di Ragusa, Giovanni Scarso, dice di esserne informato “solo attraverso la stampa”: “Quello che so – dice – lo so dai giornali e dalle tv. Tutti parlano della proroga, ma il dato di fatto è che né io né gli altri Commissari abbiamo avuto contatti con nessuno, non abbiamo ricevuto comunicazioni scritte e non c’è stata con Palermo nemmeno una telefonata. Da parte mia, non posso far altro che aspettare le decisioni che verranno prese”. Scarso non vuole entrare nemmeno nel merito del ritardo sulla riforma: “Aspetto, come gli altri, di vedere come finirà. Ma è chiaro che alla luce dei passi avanti fatti da Roma, con l’approvazione di un testo che, a quanto ho avuto modo di leggere, è molto simile a quello in fase di gestazione alla Regione, non si potrà che agire di conseguenza”.

Naturalmente non è scontato che, in caso di proroga dei Commissari, i “nominati” resteranno gli stessi. Tuttavia finora il Governo Crocetta ha agito in tal senso, riconfermando di volta in volta Scarso alla guida dell’ente di Viale del Fante: dunque è estremamente probabile che andrà così anche questa volta. “Non è stato e non è facile guidare da solo un ente così complesso – conferma Scarso, che peraltro è in buona compagnia in quella che a tutt’oggi resta la Provincia più commissariata d’Italia -, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: io ho fatto il mio dovere e ritengo di aver fatto un servizio alla mia Provincia, riducendo anche tutti i costi che mi riguardano direttamente, dalle spese di rappresentanza ai viaggi”.

E se in questi mesi a Scarso non sono certo mancati i problemi – uno per tutti, quello dell’assistenza ai disabili nelle scuole, che ha scatenato la protesta delle “mamme coraggio” e che il Commissario ricorda come “un episodio emblematico, che mi ha fatto soffrire personalmente” – da gennaio in poi non mancheranno gli altri, a cominciare dal pagamento degli stipendi. A testimoniare ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che a Palermo non si tiene conto granché delle conseguenze che questi ritardi comportano.