I deputati regionali disertano il Consiglio aperto sui Consorzi

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consiglio comunale ragusa

Una occasione di confronto mancata. Questo il sintetico bilancio del consiglio comunale aperto convocato lunedì pomeriggio a Palazzo dell’Aquila dal presidente Giovanni Iacono per discutere del disegno di legge voluto dal Governo Crocetta relativo alla soppressione delle province e all’istituzione dei Liberi consorzi di Comuni. Due gli autogol macroscopici a quali si è assistito. L’assenza stridente di tutti e tre i deputati regionali di maggioranza che hanno votato il provvedimento all’Ars, Nello Dipasquale, Pippo Digiacomo (unico ad avvertire dell’assenza) ed Orazio Ragusa. Ed ancora il brevissimo intervento dell’onorevole Vanessa Ferreri (preceduta dal collega Francesco Cappello, entrambi esponenti dei Cinque stelle che hanno condiviso a Palazzo dei Normanni il provvedimento in questione), la quale si è resa disponibile a rispondere a tutte le domande dei consiglieri comunali presenti per poi allontanarsi dall’aula e non tornare più.
Hanno accolto l’invito il senatore Giovanni Mauro ed il deputato regionale Giorgio Assenza. Tra gli interventi anche quello dell’ultimo presidente dell’amministrazione provinciale Franco Antoci, il presidente del Consorzio universitario Gianni Battaglia e l’ex commissario CamCom Sebastiano Gurrieri.
L’incontro, date le assenze, più che un confronto fra diversi punti di vista si è rivelato una condivisa bocciatura della scelta siciliana, sia di metodo (è totalmente mancata la concertazione con i consigli comunali, come ha sottolineato lo stesso Iacono in apertura dei lavori) che di merito (la soppressione di fatto non comporterà una riduzione di enti e di spesa pubblica né prospetta un organico percorso istituzionale per i territori ed i cittadini siciliani, come hanno ricordato gli intervenuti a partire da quello di Assenza). Altro nodo comune a tutti gli intervenuti, tranne ovviamente ai Cinque stelle, l’assoluta mancanza di contenuti di una norma che il senatore Mauro ha definito “Legge Giletti”. Di fatto, come ha affermato lo stesso deputato Cappello, si sta attuando una riforma per step. Il primo passo riguarderà l’equilibrio geografico siciliano che prenderà vita a breve, il secondo, da attuare fra sei mesi, riguarderà tutto il resto: le competenze, il futuro dei dipendenti, l’uso delle strutture provinciali, le risorse finanziarie. «E’ terribile pensare di varare una legge “in prova” – ha sottolineato il senatore Mauro – non si possono fare esperimenti sulla pelle dei cittadini».
«Abbiamo abolito l’organo politico delle province, non l’identità dei territori – ha affermato l’onorevole Ferreri – e di cittadini scontenti non ne abbiamo incontrati. Certamente questa è una riforma che adesso andrà completata». Identici gli argomenti utilizzati dal consigliere di Territorio Angelo Laporta, il quale, nonostante sia stato interrotto molte volte nel corso dell’intervento ha deciso di non abbandonare l’aula, come in altre occasioni, ma di andare avanti nel sostenere il provvedimento votato dal deputato regionale di riferimento. «Questo dibattito non serve a nulla, si poteva iniziare mesi fa. Adesso è norma e non abbiamo visto nessun cittadino tirarsi i capelli per difendere la provincia di Ragusa a livello politico, lei onorevole Assenza l’ha sentita la gente? Consorzio o provincia non cambia nulla. I siciliani ne sono felici. In questo momento di difficoltà un provvedimento che riduce i costi pubblici è ben accetto».
«Ritengo che le amministrazioni provinciali siano state scelte solamente come il capro espiatorio al quale addossare ogni colpa – ha concluso l’onorevole Assenza – non si possono assecondare i populismi con manovre demagogiche».