A Modica ritornerà il Palio? Forse ben tre

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Dopo i custodi dei bagni pubblici in abiti da campagnoli d’epoca, arrivano i cortigiani cowboy per la sfilata medievale con abiti del ‘600: un falso storico reso ancor più confusionario dall’abbinamento, nell’equipaggiamento dei protagonisti della rievocazione storica, ad accessori da far west, occhiali da sole all’ultima moda e telefonini di ultima generazione. Mette così a segno un altro colpo il consulente del sindaco per il centro storico, dott. Franco Vanella (le cui competenze in materia di centro storico, in verità, sono scarsamente evidenziate in un pur onorevole curriculum di medico specializzato in psichiatria – regolarmente consultabile sul sito del Comune, tra quelli degli esperti incaricati dal primo cittadino -, se non limitatamente all’organizzazione di iniziative culturali e turistiche). L’evento organizzato nei giorni scorsi tra le vie del quartiere Sacro Cuore e per lo più passato inosservato, se non per qualche polemica e moltissima ironia da social network, assume contorni diversi adesso che ne è stata chiarita la natura di manifestazione propedeutica alla riproposizione del Palio della Contea, che a quanto pare ritorna in primo piano tra le intenzioni dell’amministrazione comunale, tant’è che l’ente pubblico ha contribuito all’organizzazione di questa “sfilata di carrozze, carri, calessi e cavalli da sella” con un finanziamento di 800 euro (circa la metà dei 1.950 euro effettivamente richiesti dall’Associazione “Laboratorio d’Impegno e solidarietà”, che ne risulta formalmente il soggetto organizzatore).
In effetti lo stesso Vanella ne aveva dato annuncio, a conclusione della sfilata che, da piazzale Domenico Bruno a piazzale Baden Powell, aveva riscosso poca altra attenzione a parte quella degli automobilisti inviperiti. Tra un cavaliere (non è chiaro se medioevale o piuttosto del ‘600) intento a immortalare l’attimo col videofonino e un netturbino ligio al dovere di liberare la strada dalle necessità fisiologiche dei cavalli, con folcloristico accompagnamento musicale di friscaletti e marranzani, l’esperto del sindaco al megafono ha chiarito: “Stiamo sfilando in preparazione del Palio – aveva detto -, e con questa coreografia meravigliosa intendiamo offrire una nuova immagine alla città. Vogliamo allietare e creare animazione nei centri storici di Modica Bassa, Modica Alta e del Sacro Cuore (che, com’è noto, è il quartiere di espansione della città, ndr). È il nostro progetto turistico per accrescere la capacità attrattiva di Modica”.

Le tre edizioni del Palio e le associazioni animaliste
franco vanella (1)Non una,ma ben tre edizioni del Palio della Contea. Sono quelle che l’amministrazione comunale avrebbe in cantiere di proporre nel calendario della propria programmazione estiva e in vista delle quali, a detta del consulente del sindaco per il centro storico Franco Vanella, la presunta “rievocazione storica” organizzata tra le vie del quartiere Sacro Cuore, con carrozze, carri, carretti, calessi, cavalli e pony, sarebbe stata una sorta di prova generale.
Vanella ha anche annunciato le date per le quali dovrebbero essere fissate queste edizioni del Palio: la prima, il 4 maggio, dunque in teoria tra pochissimi giorni; le altre due in estate: il 22 giugno e il 3 agosto.
Seppur sia facile intuire che l’organizzazione di un evento di questa portata comporti in realtà sforzi ben maggiori di quelli che sarebbe possibile mettere in campo da qui al 4 maggio o addirittura per ben tre edizioni, bisogna pur dire che Abbate non ha mai fatto mistero di avere in animo di riproporre il Palio della Contea tra i principali appuntamenti culturali e di attrazione turistica dell’anno a Modica, ritirando fuori dal cassetto questo progetto che, dopo qualche tentativo, era stato infine abbandonato dopo molte polemiche sia sulla sua effettiva aderenza con la storia della Contea (basterà dire che il corso Umberto, a quei tempi, era semplicemente il letto del fiume Mothicano) sia sul rischio per gli animali coinvolti.
Non a caso l’annuncio di Vanella ha già messo in fortissimo allarme le associazioni degli animalisti che sono sul piede di guerra nei confronti dell’amministrazione e chiedono di essere immediatamente coinvolte. Nessuno dimentica, infatti, il tragico Palio del 2005, quando si verificò la morte del cavallo American e il grave ferimento del suo fantino. Allora i rappresentanti delle associazioni animaliste misero l’amministrazione dell’epoca di fronte ad una scelta: regole certe, oppure niente Palio. Ed è quello che chiedono anche quest’anno: “Allora fu stabilito – spiega uno dei rappresentanti delle associazioni animaliste – sia di escludere la partecipazione di fantini e cavalli da altre città, per evitare impostazioni mafiose, sia di imporre precise regole al Palio, da impostare come una sfilata piuttosto che come una gara. Dunque andatura solo al trotto e mai al galoppo, niente cronometri per evitare le scommesse e addirittura penalità per i più veloci”. Se non si dialogherà nuovamente su questi criteri di sicurezza tanto per gli uomini quanto per i cavalli, gli animalisti sono pronti a far partire una petizione nazionale. “Una brutta immagine per la città – commentano – in temi di accresciuta sensibilità verso gli animali”.