Mondiali 2014: la mano di Dio, il culo di Fred e il latino della perfida Albione

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È un MONDELIRIO.
Lo confesso. A me, dei Mondiali di calcio, non me ne frega proprio niente.

Almeno dal punto di vista del risultato finale, ma anche di quello semifinale.
Quel che invece è sempre divertente, spunto di riflessione, discussione, contestazione, è tutto ciò che scorre intorno a questo come a qualsiasi altro evento di portata… mondiale.

I basiliani, la gran parte, muoiono di fame e di stenti nelle favelas? E noi gli organizziamo un bel Mondiale.
L’Italia è alle prese con il Pil, lo spread e il “renzie”, e noi gli piazziamo un bel Balotelli in attacco. Premesso che in questo momento non so ancora come andrà a finire Inghilterra-Italia (qui la sfida delle wags e qui le piazze ragusane con i maxischermi), non sono un indovino e, in ogni caso, sarei già talmente ricco da non stare qui a scrivere fandonie, mi vien da ridere a leggere i titoloni dei quotidiani sportivi e non della perfida Albione.

Tentano di intimidirci con il (nostro) latino (“Per aspera ad astra”, scrivono in prima pagina) e intanto sono passati alla storia per essersi fatti infinocchiare da Diego Armando Maradona. Scrivono in latino, dicevo, e non ricordano (o forse è proprio per questo) che, se Roma non è stata costruita in un giorno, è pur certo che senza quei due bambini terribili di Romolo e Remo, “Londinium S.P.Q.R.” sarebbe ancora terra fertile e nutriente per le caprette. Il sano agonismo fuori dal campo (e dentro) ci sta eccome, ma da qui a far diventare novanta minuti + recupero un affare di Stato, ce ne passa, eccome!

E poi, cari i nostri inglesi, ricordatevi che avrete sì, imposto la vostra potenza di nelsoniana memoria sulle Falkland o Malvinas che dir si voglia. Ma fate attenzione e ricordate sempre che Dio c’è. E si muove sulla linea di centrocampo.

Ecco il VIDEO di Diego Armando Maradona LA MANO DE DIOS contro l’Inghilterra (Messico ’86)

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