Gara di solidarietà per la piccola Nura e la sua mamma

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Una vera e propria gara di solidarietà da ieri si è attivata spontaneamente, presso l’ospedale di Ragusa. Non solo il reparto di Neonatologia, ma anche gli altri reparti e l’associazione di volontariato, l’AVO, il personale aziendale, tutti a fare la fila per dare un aiuto concreto alla piccola Nura, una bambina, di appena un mese e mezzo di vita, del peso 1,2 chili, nata prematura, che era tra gli oltre mille migranti sbarcati ieri. Le sue condizioni erano apparse subito critiche, in quanto la neonata, reduce da un viaggio, nelle condizioni peggiori, si era nutrita solo con il latte materno. La giovane madre, di appena 17 anni, anche lei in condizioni precarie, è ricoverata presso l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del presidio, grazie alla disponibilità del direttore del reparto, dottor Giuseppe Bonanno.
Adesso la bambina è protetta e assistita nel sua termoculla.
“Stanno bene – rassicura il dottor Francesco Spata – mamma e figlia; sono arrivate in discrete condizioni, considerata la circostanza. Un viaggio durato quattro giorni, un giorno per raggiungere, dalla Siria, la Libia, poi altri tre giorni per arrivare al le nostre coste. Una storia bellissima quella di questa madre, attaccata alla vita e alla sua creatura che ha allattato per quattro giorni pur di darle una nuova esistenza. Hanno subito una condizione di estremo disagio, ma ce l’hanno fatta. Una storia fantastica che dimostra come l’allattamento al seno oltre a provvedere al soddisfacimento del bisogno fisiologico della fame, è carico di valenze psicologiche.”
“Stiamo monitorando la situazione – interviene il direttore generale dell’Asp, dottor Aricò – sono
informato continuamente sull’andamento delle condizioni della giovane madre e della piccola Nura. Il dottore Giuseppe Cappello, direttore sanitario del presidio ospedaliero, si è immediatamente attivato per rintracciare il padre della bambina che ha viaggiato con loro. Abbiamo messo in moto la rete dell’accoglienza e grazie a questa siamo riusciti a rintracciare il papà della bambina, al momento ospite presso il Centro di prima Accoglienza di Comiso. Il giovane è già in viaggio, accompagnato da un operatore del centro, per essere trasferito ed ospitato, presso la foresteria del presidio di Ragusa messa a disposizione dalla direzione sanitaria dell’Ospedale. Il nucleo familiare si ricongiunge.
L’allattamento al seno ha salvato questa bambina, perché le ha dato oltre ai liquidi anche l’amore e la sicurezza di cui ha bisogno, per vivere. Nel legame madre-bambino, che si stabilisce con l’allattamento, soddisfa e rafforza il loro bisogno reciproco di stare insieme. E’ davvero una storia di vita fantastica”.