L’esodo dalla cattedra: i professori siciliani vanno sempre più a Nord

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I professori siciliani sono bravi, sì. Talmente tanto che, da vincitori di graduatoria, per andare a prendersi una cattedra devono farlo a Nord. E quest’anno a partire non saranno decine, ma centinaia.

Proprio oggi, a Palermo, sono state assegnate le destinazioni ai vincitori degli ultimi concorsi, quelli del 2000 e del 2012. In tutto, 364 posti: in particolare per le classi di italiano latino e greco (ben 153 cattedre) e laboratori di costruzioni e topografia (33 classi).
Domani, giovedì 28 agosto, invece, verranno assegnati 178 posti per il sostegno nelle scuole medie e superiori.

I numeri di coloro che dovranno trasferirsi adesso, sommati a quelli di coloro che si sono già trasferiti nei mesi scorsi in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, danno il quadro di una scuola del Nord che va sempre più “sicilianizzandosi”: in questi giorni, in provincia di Milano, firmeranno il contratto 118 maestre di scuola elementare siciliane su 245 in totale; a Torino ci sono 67 immessi in ruolo siciliani su 129, a Firenze 19 su 52.

Il resto dei posti per i vincitori di concorso – 247 cattedre circa – verranno assegnati dagli altri ambiti territoriali della Sicilia. Infine, venerdì 29 agosto sarà la volta dei precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento: altre 1.222 assunzioni.

A fronte di queste notizie – che, se sono belle per certi versi, giacché hanno dietro le storie di centinaia di persone e altrettanti posti di lavoro faticosamente conquistati dopo anni di sacrifici, lo sono meno per l’esodo che andranno a determinare – c’è quella del dramma per altri 50 mila precari che potrebbero perdere il lavoro per sempre, alla luce delle riforme annunciate nei giorni scorsi dal ministro Giannini, con l’istituzione di una pianta organica funzionale, con gruppi di insegnanti da assegnare a gruppi di scuole dello stesso ordine per tutte le esigenze, non solo di insegnamento, ma anche di organizzazione e per le eventuali supplenze.