Nero: il colore che lega il cioccolato modicano al continente africano

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Un legame doppio, non solo economico, ma anche culturale, con quel continente “nero” da cui provengono molti dei migranti che in questi giorni più che mai giungono sulle nostre coste con il sogno di una nuova vita: è il legame che il progetto “Una barca di cioccolato”, che sarà svolto dal 29 agosto al 1 settembre allo Spazio Cultura “Meno Assenza” di Pozzallo vuole raccontare, creando un ponte ideale tra le coste siciliane e quelle africane.

Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, anche quest’estate i ragazzi ospiti dei centri di accoglienza vengono direttamente coinvolti in questa iniziativa, ideata e realizzata da una Jonida Xherri, giovane ragazza albanese, ma ormai modicana d’adozione, che conosce bene il loro “sogno”, avendolo coltivato per gran parte della vita, prima di arrivare in Italia, dove ormai vive dal 2007, tra Modica e Firenze.

Una barca di cioccolato“, spiega Jonida: è un progetto legato alle tematiche dell’immigrazione, del dono, dello scambio e della speranza. Si presenta in quattro interventi, che verranno realizzati insieme ai ragazzi del primo centro di accoglienza di Pozzallo”.

“Nel primo intervento” spiega nel dettaglio “rimaniamo alla storia del cioccolato di Modica. Tante aziende a Modica lavorano su questo prodotto, però, come tutti sappiamo, il frutto di cacao necessita di una temperatura calda e umida, per cui non può crescere in Sicilia, ma cresce in particolare Costa d’Avorio: in Africa, appunto. Per prima volta la massa di cacao è arrivata in Sicilia tramite la nave, ed è proprio con la nave che vengono gli immigranti africani oggi, con la speranza di una vita migliore. Per questo il primo intervento verrà fatto con gli ‘mpanadigghi modicani, biscotti da viaggio riempiti con carne e cioccolato, con i quali si costruirà una barca tridimensionale: quando l’opera verrà smontata, gli mpanadigghi verranno divisi tra i ragazzi del centro“.

Il secondo intervento, spiega sempre Jonida: “Verrà fatto con delle piastrelle di ceramica, sulle quali i ragazzi dipingeranno i colori dell’Africa, sviluppando la stessa tematica. Alla fine le piastrelle verranno cotte e verrà fatta un istallazione pubblica, intorno al centro di accoglienza di Pozzallo.
Nel terzo intervento ci sarà un video che ricorderà la prima edizione della Barca di Cioccolato. Nel quarto, infine, ci saranno i pensieri dei ragazzi, scritti nella loro madre lingua o in inglese, secondo le preferenze di ognuno”.

Tramite l’arte, conclude Jonida: “I ragazzi vogliono esprimere i loro sogni. Quelli che gli hanno portato ad affrontare un viaggio così difficile da rischiare anche la loro vita”.

[Fonte: La Sicilia]