Parla il presidente Giannone: “Serve visione d’insieme”. Ecco il suo ritratto

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La sua storia – e non solo in provincia di Ragusa – è sinonimo di cooperazione.

Il suo passato di direttore di Conad Sicilia è stato la testimonianza di una vocazione naturale e di un impegno costante sul fronte della collaborazione tra gli imprenditori, mentre la sua passione e la sua esperienza politica ne hanno fatto da sempre un riconosciuto punto di riferimento per equilibrio e capacità diplomatiche.
Un ricco e complesso bagaglio che Confcommercio gli ha chiesto di mettere a disposizione per la ricerca di quel necessario accordo tra grandi aggregazioni senza il quale la Camera di Commercio di Ragusa non sarebbe riuscita a ripartire.

E Peppino Giannone, a 72 anni, modicano, si prepara a rimettersi in gioco nell’impegnativa sfida di restituire una guida operativa, forte di un preciso indirizzo strategico, ad un ente rimasto commissariato per più di un anno e mezzo.

All’ex presidente Sandro Gambuzza, che si dimise nel dicembre 2012 aprendo una vacatio durata così a lungo (e che ha rappresentato una bella grana anche in occasione di questa votazione: fatto salvo il buon gusto avuto nell’assentarsi dalle votazioni, si è discusso a lungo della presunta illegittimità della sua nomina a delegato nel consiglio camerale, dato che nel frattempo ha ricoperto l’incarico di assessore al Comune di Scicli), Giannone è stato vicino, legato e alleato.

Fu durante la presidenza Gambuzza, infatti, che Giannone riuscì a “regalare” per la prima volta alla provincia di Ragusa la presidenza della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, grazie ad un patto territoriale e parasociale tra le tre Camere di Commercio del Sud Est: Giannone lavorò per una bella stagione al fianco di Nico Torrisi, allora amministratore delegato di Sac e attuale assessore regionale alle Infrastrutture, e di Rosario Dibennardo, presidente di Soaco, proprio nei mesi propedeutici all’apertura dell’aeroporto di Comiso.

Quello, prestigioso, alla guida della Sac, è stato l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di incarichi che Giannone ha rivestito nel corso di una lunga carriera professionale e politica, che tuttavia lo vede ancora pienamente operativo nel tessuto economico della provincia e soprattutto attento alle sue dinamiche, alle evoluzioni, alle prospettive.

Nel suo passato conta anche un’esperienza da deputato regionale, nella VI legislatura, nella fila dell’allora Partito Comunista Italiano. Entrò all’Ars nel 1969, a seguito delle dimissioni di Feliciano Rossitto: Giannone era infatti il primo dei non eletti grazie ad un passato di attivismo già notevole come presidente dell’Alleanza dei coltivatori siciliani e capogruppo al consiglio comunale di Modica. E da allora non ha mai abbandonato la politica attiva: è tuttora dirigente del Partito Democratico in provincia di Ragusa.

Ma nel territorio provinciale ha operato da protagonista innanzitutto occupandosi di far nascere e crescere l’ambizioso progetto di Conad Sicilia, di cui poi è stato per lungo tempo il direttore generale e a cui resta tuttora vicino: nel curriculum che lo porta a fare oggi il presidente della Camera di Commercio c’è l’esperienza di aver saputo tenere insieme e condotto nella stessa direzione oltre 150 piccoli imprenditori.

Certo, non si può nascondere che la sua elezione sia stata tutt’altro che linearee che, anzi, sia il frutto di una sostanziale forzatura, se si tiene conto delle condizioni di partenza e della profonda spaccatura tra le categorie rappresentate in seno al consiglio camerale: tuttavia intorno al suo nome è stato possibile convergere, rompendo vecchi equilibri e tenendo conto anche di un’aspettativa che andava in questa direzione, anche ben oltre i confini della sola provincia di Ragusa.

“Nonostante la mia età” commenta Giannone “sono molto contento di imparare cose nuove e cercare di farle nel migliore dei modi. È un compito ovviamente molto arduo quello che mi accingo a svolgere: tra l’altro stiamo vivendo un momento in cui il bilancio dell’ente è destinato a subire dei ridimensionamenti. Ci vuole una visione di insieme, ed in questo senso cercherò di recuperare i rapporti tra le diverse forze in tutti i modi“.

Il primo impegno del neo eletto Giannone, questa stamattina, è stato capire cos’è possibile fare per salvare la Fiera Agricola del Mediterraneo: non tanto un banco di prova per lui, quanto un’occasione per le associazioni di categoria della provincia per non ricominciare a fare brutta figura.