Se Montalbano diventa più Noto. Fabio Granata: “Il fenomeno l’ho avviato io”

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Se ne parla, eccome se se ne parla.
Del Commissario Montalbano (altro primato Auditel, lunedì sera su Rai 1, per la puntata de Il Sorriso di Angelica). E dei provini per comparse partiti ieri a Ragusa per la serie de Il Giovane Montalbano.

Se ne parla. Soprattutto perché l’ex onorevole Fabio Granata ha lanciato il progetto di mettere in piedi, a Noto, la “Casa Montalbano”: un ampio spazio espositivo permanente con foto, video, gadget, merchandising che diventi la sede “ufficiale” del poliziotto più famoso d’Italia.

Se ne parla. Soprattutto da queste parti. E si polemizza. Perché questi sono i luoghi del Commissario. E Noto, pur molto turistica e culla internazionale del barocco, con le scene della fiction sullo sbirro nato dalla penna di Andrea Camilleri, non ha avuto nulla a che fare.
Finora, almeno. Come ha tenuto a ribadire anche il presidente della Film Commission di Ragusa, Gianni Molè: “Senza voler favorire logiche localistiche ed esasperare gli animi campanilistici, l’idea di un museo (su Montalbano, ndr) a Noto appare fuori luogo ed inopportuna. Oltre che un’incomprensibile forzatura“.

Così, per chiarire la sua idea, Fabio Granata – intervenendo su La Sicilia e sulla sua pagina Facebook – afferma:

Convinsi io la Palomar a spostare nel Sud Est l’ambientazione di Vigata e a valorizzare luoghi come Punta Secca e Scicli. La produzione fu possibile grazie a fondi comunitari che riuscii a recuperare e da lì nacquero il fenomeno Montalbano e anche quello del Sud Est che avevo portato al riconoscimento Unesco in quegli anni, attraverso centinaia di milioni di restauro.

E ancora:

Il mio progetto di una “Casa di Montalbano” da far nascere a Noto e di una produzione cinematografica legata ancora ai luoghi del SudEst e degli Iblei ha incredibilmente fatto nascere polemiche da parte degli stessi che, nel frattempo, non si erano neanche accorti che, a causa della evanescenza del Governo Regionale, la produzione di Montalbano stava migrando tra la Puglia e Cinecittà… Sicilia irredimibile*

Ma la destinazione netina: “Non può consentire alla Fondazione Film Commission Ragusa di assistere impassibile ad una scelta che finirebbe per penalizzare la provincia di Ragusa che, con le sue molteplici location ha fatto da set privilegiato alla fiction televisiva, fin dal 1998″, continua Molè. Che aggiunge: “Chi vede Montalbano in tv, ‘vede’ la provincia di Ragusa.
E sono diversi i comuni della provincia di Ragusa in grado di ospitare il museo su Montalbano, disponendo di bei palazzi che sarebbero sede ideale di questo nuovo insediamento museale. Da presidente della Film Commission mi farò carico di favorire un raccordo con i sindaci dei comuni iblei interessati al fenomeno Montalbano che potranno indirizzare al produttore Degli Esposti e allo scrittore Andrea Camilleri una proposta concreta di ospitare in uno dei tanti Palazzi il costituendo museo”.

Insomma, la vicenda non sembra destinata a risolversi bene e in fretta, come i casi (televisivi e letterari) del Commissario. Della questione, lunedì 15 settembre, si interesserà l’assemblea dei soci della Film Commission, composta dai sindaci che hanno aderito alla Fondazione.
All’ordine del giorno? Un solo punto: avviare le interlocuzioni necessarie perché Zingarett-Montalbano “resti a casa”, cioè a Marinella-Punta Secca.