Ammatuna va da Alfano, per salvare il Comune di Pozzallo dal dissesto

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L’appuntamento dovrebbe essere già oggi pomeriggio: il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna è a Roma per incontrare il Ministro dell’Interno Angelino Alfano e verificare, anche insieme ai funzionari che si occupano in maniera specifica della finanza degli enti locali, le possibilità di salvare il Comune dal dissesto finanziario, nonostante la bocciatura del Piano di riequilibrio da parte del Consiglio comunale.

Ciò che è successo in aula, con la proposta dell’Amministrazione sopraffatta dai voti negativi e da significative astensioni, ha nel frattempo avuto un impatto significativo sulle dinamiche politiche all’interno di Palazzo La Pira e le dimissioni del presidente Gianluca Floridia in occasione dell’ultima seduta ne sono solo un segnale. Floridia, infatti, era stato uno dei consiglieri che si era astenuto al momento del voto e contro cui si era scagliata l’ira del sindaco Ammatuna per le conseguenze di quella scelta.
“L’attuale clima politico, cui certamente ha contribuito la grave crisi economica che l’ente pozzallese sta attraversando – aveva dichiarato Floridia – si caratterizza ogni giorno di più con una crescita di polemiche e attribuzione di responsabilità reciproche sul pesante debito delle finanze pubbliche generato dalle classi dirigenti negli ultimi decenni, sia per scelte amministrative e gestionali precise, sia per mancato controllo da parte degli organi preposti. Questo consiglio comunale quindi, sconta il peso di chi, dalla Corte dei Conti nel 2012 e nel 2013, con accertamenti ufficiali, è stato chiamato a una vera inversione di tendenza rispetto al passato. C’è bisogno di un livello più alto di sintesi politica , caratterizzata da un nuovo slancio etico e programmatico. Tale sintesi non può che coinvolgere l’intero civico consesso, l’insieme delle forze politiche e sociali e le migliori energie della società civile. Pertanto il necessario processo di distensione e pacificazione, al netto delle scelte amministrative della civica assise, non può che passare da azioni di mediazione tra le parti. E’ indubbio , però, che al momento si fa fatica a intravedere quali possano essere gli interpreti di un tale processo e quindi dobbiamo e possiamo fare di più. E così come i conflitti non possono estinguersi fin quando qualcuno non ha il coraggio di compiere il primo gesto di disarmo unilaterale“.

E di fronte a questo gesto di “disarmo”, anche Luigi Ammatuna replica: “Le motivazioni addotte da Floridia per le sue dimissioni sono importanti come segnale che serve a stemperare i toni e a cercare di riportare nell’ambito del Consiglio una discussione pagata, serena, volta a mettere da parte le beghe personali ed esclusivamente alla risoluzione dei problemi della città”.