Violenze e persecuzioni. Alla Procura ci sono 148 procedimenti per stalking

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Centoquarantotto le iscrizioni pendenti presso la procura di Ragusa per quanto riguarda il 612 bis, ovvero il reato di stalking. Raddoppiati rispetto al 2012 quando per la stessa tipologia di reato erano 78, anche se c’è da tenere conto che quest’ultimo dato si riferiva soltanto alla procura di Ragusa, che non era ancora stata unificata con quella di Modica. In misura minore i reati relativi ai maltrattamenti in famiglia, ancora meno quelli relativi alla violenza sessuale tra le mura domestiche. Ma, specie per gli ultimi due reati, c’è ancora troppo spesso da tenere conto della ritrosia delle vittime nel denunciare.

Alla Procura della repubblica di Ragusa sono soprattutto due i magistrati che si occupano di questa tipologia di reati: la dottoressa Monica Monego e la dottoressa Alessia La Placa.
“La maggiore difficoltà – dice il sostituto procuratore La Placa – più che ricevere le denunce, è nel portare avanti questo tipo di procedimenti che sono quelli relativi ai legami familiari, dato che poi subentrano altri tipi di sentimenti da parte delle persone che hanno interrotto la convivenza. Per quanto riguarda la tipologia di reati che mi si presentano – prosegue il magistrato – fortunatamente quest’anno non ho avuto alcun reato relativo a violenza sessuale familiare. In misura maggiore c’è lo stalking, anche se non tutti i casi poi sono da misura cautelare, poi c’è il reato relativo ai maltrattamenti in famiglia. Se c’è un substrato socio-economico particolare? È chiaro che il disagio economico possa influire, perché una persona esasperata dall’aspetto economico tende ad esasperare i propri comportamenti, ma ci sono persone che hanno anche un lavoro di un certo rilievo tra coloro che sono denunciati”.
“La direzione generale di statistica presso il ministero della Giustizia – spiega il sostituto procuratore della repubblica di Ragusa, Monica Monego – chiede comunicazione ogni sei mesi alle procure, in ordine al numero delle iscrizioni ed all’esito dei procedimenti, dunque questi dati sono facilmente fotografabili in ogni momento. Lo stalking, tra l’altro, è un reato che abbraccia diverse tipologie di comportamento”. Si tratta di dati che hanno un’altissima attendibilità, circa la diffusione del fenomeno, dato che, nel caso dei reati di stalking, le vittime non hanno alcuna ritrosia a denunciare. Una tipologia di reato che, inoltre, è ancora più amplificata dai nuovi mezzi di comunicazione: “I social network, come Facebook e Twitter – prosegue la dottoressa Monego –, agevolano molto le condotte persecutorie, anche tramite la sostituzione di persona. Fino a qualche tempo fa, infatti, oltre a non esistere nemmeno il reato di stalking, non esistevano tutti i mezzi con i quali lo stalking si va poi a realizzare”. Ma quello che conta è che il reato si integra e perfeziona soltanto se c’è una reiterazione di condotta. In genere, infatti, la prima misura da cui sono colpiti gli autori del 612 bis è quella relativa all’allontanamento dei luoghi frequentati dalla vittima, “ma si può arrivare fino all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare”, sottolinea il sostituto procuratore della repubblica di Ragusa. Vari, dunque, i livelli della condotta persecutoria: “Di solito – evidenzia il magistrato – mi allarmo particolarmente quando queste persone non esitano ad avvicinarsi alle proprie vittime anche quando queste si trovano in presenza di altri, come i nuovi compagni o i figli. E poi c’è chiaramente un aspetto da non sottovalutare, ovvero quando arrivano ad aggredire fisicamente le proprie ex fidanzate, mogli o compagne o ancora più semplicemente donne con le quali c’è stato soltanto un approccio andato male”. In quel caso scatta anche il reato di lesioni personali.