Legge di Stabilità: requiem per le auto storiche? Stop alle agevolazioni sotto i 30 anni

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Foto di Marcello Bocchieri per Freetime

Ormai è sicuro: la legge di stabillità 2015 ha colpito anche le auto storiche: niente più agevolazioni fiscali per le vetture con un’età compresa tra 20 e 29 anni.

In poche parole, dal primo gennaio sono considerati d’epoca solo i veicoli con almeno 30 anni di anzianità e solo loro potranno beneficiare dei vantaggi che oggi sono previsti anche per le “ventenni”: esenzione dal bollo (o pagamento di una cifra forfettaria di 25,82 euro in caso di mezzo circolante) e possibilità di stipulare polizze assicurative agevolate.

L’intenzione del Governo è quella di smascherare i “finti collezionisti” che circolano con auto Anni ’80 e ’90 privi di interesse storico solo per risparmiare sulla tassa automobilistica e sull’assicurazione. In questo modo, però, si penalizzano anche i veri collezionisti.
Quelli, cioè, che hanno conservato con amore mezzi di valore realizzati nel secolo scorso. Quanti di questi avranno la forza di aspettare i 30 anni di anzianità del modello?
E quante altre nostre vetture – oltre a quelle già “emigrate” con l’arrivo del superbollo – prenderanno la via dell’estero, considerato che, trattandosi di auto e moto in categoria euro 0 e in euro 1, pagheranno anche la sopratassa ecologica?
Il risultato, sarà che molti proprietari di auto e moto decideranno di demolire i mezzi, o di venderli all’estero e alla Regione non rimarrà nulla.
Gravi perdite anche per l’indotto, con le agenzie specializzate, i centri revisioni, i restauratori e i meccanici che costituiscono un mercato di nicchia di grande qualità”.

Attualmente l’A.S.I., Automotoclub Storico Italiano riunisce circa 202.000 appassionati di veicoli storici.
Da qui si può comprendere la portata del fenomeno dei collezionisti di auto e moto d’epoca.
Di questi oltre 3 mila sono ragusani, riuniti sotto le insegne del Veteran Car club Ibleo il cui presidente, lo storico pilota Vito Veninata, si è espresso così in merito a questa novità: “Una manovra scellerata questa del Governo che non ha capito il reale danno che sta causando all’economia. Chiunque si trova una macchina degli Anni ’80 e ’90 dovrà pagare gli anni in cui ha già usufruito dell’esenzione più quelli futuri fino al compimento del trentesimo anno“.

Chiaro che, prosegue Veninata: “La maggior parte di questi veicoli prenderà la via della rottamazione o nel migliore dei casi dell’estero. E così perderemo tante vettura di cilindrata alta che rappresentano la storia recente del nostro Paese per un provvedimento che è anche iniquo. Alcune regioni infatti, come Piemonte e Valle D’Aosta, continueranno a concedere l’esenzione, altre lo faranno pagare. Noi ci siamo già mossi con la Regione Sicilia per chiedere lo stesso trattamento delle altre regioni a statuto speciale”.
“In ogni caso sarebbe bastato riscuotere la tassa di possesso di quasi 26 euro che i mezzi storici avrebbero già dovuto pagare in passato e che invece non è mai stata introitata. L’incasso sarebbe stato molto superiore a quello di questa manovra”.

Va infine ricordato che per poter usufruire delle agevolazioni fiscali non è sufficiente solo l’età del mezzo. L’A.S.I. richiede infatti altre caratteristiche per rientrare nell’élite dei motori storici, quali l’originalità di ogni parte del mezzo, lo stato di conservazione e la rarità.
A questo link, l’elenco del 2015 delle vetture considerate ammissibili al registro storico.