L’allarme di Ance Ragusa: in 2 anni hanno chiuso metà delle imprese edili

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Sbloccare tutti quei progetti di opere pubbliche che possono far ripartire il settore delle costruzioni nella provincia ragusana.

È questa la richiesta avanzata dal presidente di Ance Ragusa, Sebastiano Caggia. “Ho scritto ai 12 sindaci dei comuni iblei, al Commissario della ex Provincia, all’IRSAP, al Genio Civile, alla Sovrintendenza, alla Protezione Civile, all’IACP e all’ASP, per acquisire e trasmettere al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, entro il 30 Gennaio, un elenco dei lavori che presentino un livello di progettazione tale da consentire un’immediata apertura dei cantieri“.

L’appello arriva dopo avere appreso, come riporta il Giornale di Sicilia, che

tre gare di appalto della Sovrintendenza ai Beni culturali per 10 milioni di euro, che dovevano andare in appalto sabato, sono state rinviate a data da destinarsi per anomalie nei bandi. I lavori dovevano essere effettuati nelle zone archeologiche di Camarina, Cava d’Ispica e Parco Forza a Ispica.

E all’appello si associa anche l’allarme dell’Ance, visto che in due anni la metà delle imprese edili hanno chiuso, passando da 1600 del 2012 alle attuali 800. Naturalmente, sono anche diminuiti gli occupati nei cantieri. Gli addetti alla fine del 2014 erano 1.600 rispetto ai 3.300 del 2012.

La richiesta di Ance Ragusa fa seguito, inoltre, all’incontro che il presidente nazionale di Ance, Paolo Buzzetti, ha avuto con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, nel corso della quale proprio l’esponente del Governo ha chiesto all’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili di avviare con urgenza una vasta ricognizione con gli Enti locali per verificare quegli interventi che possano avere un iter progettuale avanzato e siano in grado di consentire l’utilizzo rapido delle risorse.