A Ragusa i detenuti si raccontano attraverso la scrittura

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Immagine di repertorio

Promuovere un linguaggio comune, quello della cultura, che possa fare da ponte fra la società che vive “fuori” e la comunità che vive all’interno della casa circondariale di Ragusa.
Questa è una delle finalità alla base del progetto “Cultura e legalità: raccontare il disagio“, promosso dall’assessorato comunale ai Servizi sociali, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio di Ragusa. L’iniziativa, che si inquadra nell’ambito del Premio letterario “Goliarda Sapienza – Racconti dal Carcere”, prevede due importanti momenti, il primo dei quali lunedì pomeriggio presso la Casa circondariale di Ragusa, all’interno della quale alcuni illustri giornalisti e scrittori (tra gli altri Antonella Bolelli Ferrera, Massimo Lugli e Federico Moccia, da anni tutor a disposizione dei partecipanti al Premio letterario) incontreranno i detenuti.
Il secondo appuntamento si svolgerà invece martedì 31 marzo, a partire dalle ore 9.30 presso l’Aula magna “A. D’Arrigo” dell’Istituto “Fabio Besta”. È previsto un incontro dibattito sul tema: “Cultura per la legalità: raccontare il disagio” rivolto agli studenti. L’organizzazione dell’evento ha visto la partecipazione in maniera attiva dell’associazione “InVersoOnlus“, presieduta dalla giornalista e scrittrice Antonella Bolelli Ferrera. Alle due giornate interverranno anche il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri ed il capo dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo.
A fornire tutti i dettagli del progetto, venerdì mattina a Palazzo dell’Aquila in conferenza stampa, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Iacono e l’assessore ai Servizi sociali Salvatore Martorana. “Si tratta di un progetto al quale crediamo molto”, ha esordito l’assessore Martorana, esponente di Partecipiamo: “e che ricalca le orme di una serie di iniziative che da anni legano le istituzioni all’istituto penitenziario ibleo. Ricordo con molto piacere il laboratorio teatrale che, sotto la guida di Gianni Battaglia, ha coinvolto i carcerati per due anni. Altrettanto importante la giornata di incontro che abbiamo promosso a Natale. Non si tratta quindi di gesti isolati, ma frutto di un’attenzione che l’assessorato ai Servizi sociali tiene sempre alta nei confronti di questa realtà”.
Nelle carceri italiane“, ha continuato il presidente Iacono: “si legge e, da un po’ di tempo a questa parte, si scrive anche molto. Uno sconfinare attraverso le parole al di fuori delle mura e delle grate. Un mezzo potente per una “evasione”, prima di tutto dall’amarezza e da un vissuto problematico che ogni detenuto porta dentro di sé. La scrittura dalle carceri, al di là dei tanti esempi illustri di cui la storia della letteratura è piena, rappresenta quindi anche un momento di riflessione e di controllo ricco di spunti sociali e culturali. Per questo – ha concluso Giovanni Iacono – alla visita presso la Casa circondariale di Ragusa seguirà, il giorno successivo, un incontro con gli studenti dell’Istituto ‘Fabio Besta’ incentrato sul connubio cultura e legalità”.

[ Fonte: La Sicilia ]