“ADESSO BASTA”: su Facebook la rabbia e l’indignazione per la Sicilia spezzata

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16.472 membri. Tanti ne ha raggruppati, alle ore 18.40 del 16 aprile 2015, la pagina Facebook “ADESSO BASTA”.

Basta allo stato di abbandono economico, sociale, infrastrutturale (e chi più ne ha più ne metta) di una terra bellissima e unica nel suo genere quale la Sicilia, che nulla avrebbe da chiedere se fosse stata in passato, e fosse tutt’oggi, governata da persone oneste e con grande spirito di abnegazione, capaci di indirizzare le proprie azioni solo al bene collettivo. Invece non è così, non è mai stato così. Ciascuno con il proprio ruolo ha fatto il suo gioco e ha portato a casa il suo bottino, la mafia ha fatto il resto, da lontano chi avrebbe potuto agire si è limitato a guardare e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una terra divisa in due, letteralmente. Spezzata nel cuore, come sull’asfalto.

16.472 persone attraverso un social hanno deciso ora di dire basta. La rivoluzione, al momento, è solo virtuale e sarà il tempo a dire se effettivamente ne verrà fuori qualcosa di concreto. All’interno della pagina ognuno porta la sua esperienza “on the road”, propone itinerari alternativi al viadotto della Palermo-Catania, grida la sua rabbia, teme che qualcuno possa approfittarne per mettere su un piedistallo il politicante di turno bravo a dar voce alla stanchezza collettiva.

Perché noi siciliani siamo così. Siamo bravi a sopportare, e quando siamo stufi di qualcosa riusciamo comunque a trovare un sorriso o una battuta per sdrammatizzare. E poi, quando ci rendiamo conto che veramente non c’è più nulla da fare, non parliamo e non scriviamo neanche più, perché tanto nessuno capirebbe o muoverebbe un dito. Prepariamo le valigie, salutiamo tutti e andiamo via, che tanto le pacche sulle spalle servono a poco.

“ADESSO BASTA” è nata solo lunedì mattina, sull’onda della rabbia crescente per  “l’ultima beffa nei confronti dei siciliani”.

Rivogliamo la nostra autostrada!” si legge nella spiegazione introduttiva. “Ognuno di noi coinvolga i suoi amici e cominci a chiedere informazioni a commercialisti e avvocati per sapere cosa succede se un popolo (perché tale dobbiamo essere) decide di non pagare le tasse fino a quando non ci restituiscono l’autostrada e le strade provinciali dissestate! Un’altra idea è quella di fare una class action contro Anas, Regione e Provincia per lo status quo, chiediamo notizie ad avvocati se c’è da mettere soldi per pareri valuteremo anche l’ipotesi di raccolta fondi!”