Marina di Ragusa ha perso la bandiera blu

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Bandiera blu, saranno tre in provincia?

Una notizia per la quale non bisogna aspettare nemmeno domani, quando a Roma avverrà la cerimonia di consegna. La conferma è arrivata in queste ore. Mentre infatti il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna e quello di Ispica Piero Rustico hanno ricevuto l’invito per domani a Roma, alla cerimonia di consegna per le spiagge di Pietre Nere, Cirica e Santa Maria del Focallo, il sindaco di Ragusa Federico Piccitto non sarebbe stato invitato e adesso è anche chiaro perché.

Perché tra i criteri richiesti dalla FEE per ottenere l’ambito riconoscimento c’é quello del raggiungimento del 20% della raccolta differenziata mentre Ragusa è arrivata solo al 18,9%. A poco quindi sono serviti i proclami dell’amministrazione che annunciava di aver raggiunto l’80% della raccolta differenziata forse solo nel centro storico mentre complessivamente la percentuale è notevolmente più bassa. E così Marina di Ragusa perde la bandiera blu che aveva ottenuto nel 2009. L’importante riconoscimento internazionale che dal 1987 premia le località balneari per qualità ambientale e gestione sostenibile del territorio, per sei anni era stata proprietà della frazione ragusana. Adesso si sta consumando un piccolo/grande dramma per Ragusa ed il suo turismo.

Ovviamente abbiamo cercato di contattare il sindaco Piccitto per ottenere una dichiarazione ma non risponde e come si dice a volte il silenzio vale più di mille parole. Ma se a noi non risponde dovrà certo farlo alla città e all’opposizione che ha preparato un documento di fuoco firmato dai consiglieri Tumino, Lodestro, La Porta, Mirabella, Marino e Morando, contro il sindaco e i suoi in cui denunciano quanto accaduto definendolo “un grave danno all’immagine della città” e accusano il sindaco in particolare ma anche l’assessore all’ambiente Zanotto di leggerezza, noncuranza ed incapacità nel portare avanti gli interessi dei propri cittadini.

Insomma un documento al vetriolo in cui si evince che questa volta i consiglieri non sono disposti a perdonare né il sindaco né tutta l’amministrazione pentastellata di Palazzo dell’Aquila.