Welcome to Paradise e l’umanità delle perversioni. Un intero quartiere di Monserrato diventa zona rossa

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Dal sacro al profano. Quest’anno Welcome to Paradise sceglie di affrontare l’umanità anche dal punto di vista delle sue perversioni, che fanno a pieno titolo parte di quell’#InsolitoUmano che è il tema scelto dal direttore artistico Marcel Cordeiro per questa quinta edizione della rionale d’arte. Un intero “quartiere” di Monserrato diventerà la zona rossa del Paradise, che per ragioni di opportunità sarà vietata ai minori di 18 anni, ma che in realtà sarà costruita per mettere il pubblico di fronte ad una realtà non solo senza il velo del pudore, ma anche senza quello del perbenismo.

Mentre in Italia si parla di disegni di legge per riaprire le case chiuse, il Paradise ricostruisce quegli angoli di città e di umanità che da sempre hanno preso vita in ore segrete, tra mille prudenze e riservatezze, ma li mette in mostra, con il linguaggio dell’arte, scegliendo di spingersi verso l’estremo della rappresentazione per abbattere la barriera dei tabù e rendere aperti, palesi, pensieri e visioni solitamente intime e nascoste: un modo per far riflettere sugli opposti estremi di vizi privati e pubbliche virtù, la mercificazione del corpo e l’ipocrisia sociale.

L’ingresso della zona rossa del Paradise sarà un’installazione immaginata dallo stesso Marcel Cordeiro, insieme a Saro Iemmolo e Alessandra Alderisi: “Bevete + latte, la tentazione dell’innocenza perduta” sarà un’opera fotografica che farà eco al celebre jingle che con ritmo incalzante incornicia la visione della pubblicità secondo Fellini nel film “Le tentazioni del dottor Antonio“. Fulcro della rappresentazione cinematografica è un paradossale mélange di femminilità giunonica, erotica e materna, divina e demoniaca, riassunto in una sinuosa Anita Ekberg che campeggia, immensa, su un manifesto pubblicitario sotto gli occhi increduli di un recalcitrante e bigotto Antonio: “Bevete più latte” era una provocazione divertita che Fellini lanciava alla società degli anni ’60.

Il “Bevete + latte” di Welcome to Paradise, invece, collocandosi in una contemporaneità in cui la sessualità non solo è stata liberata ma è anche quotidianamente esasperata dal flusso continuo di immagini mediatiche in cui siamo immersi, non vuole assumere i toni provocatori felliniani ma aspira a celebrare un ritorno all’essenziale. Il seno materno è lo spazio in cui gli occhi del disincanto tornano ad assaporare il gusto originario di un’innocenza perduta, lasciando posto solo alla bellezza primordiale dei seni, fonte di un amore non mediato, puro e incondizionato. È qui che il corpo diventa luogo di una sacralità umanizzata.