Earth Overshoot Day: ecco come stiamo impoverendo il Pianeta Terra

1

Per chi di voi non lo sapesse, c’è un giorno, nel corso dell’anno, in cui la popolazione mondiale raggiunge il limite, in ogni senso. Finisce, cioè, di consumare tutte le risorse che Madre Terra le mette a disposizione per il suo sostentamento: frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno.

Da quel momento, secondo alcuni calcoli, scatta, quindi, una sorta di debito ecologico nei confronti della natura. Quel giorno è stato ribattezzato “Earth Overshoot Day”, ossia il giorno del sovrasfruttamento della Terra, e per l’anno 2015 ricorre oggi: 13 agosto.

In passato, l’Overshoot Day avveniva quasi sempre da ottobre in poi, e quindi il “debito ecologico” che si accumulava da lì al 31 dicembre assumeva connotati un po’ più tollerabili e gestibili. Ma col passare degli anni questo rapporto è diventato sempre più sproporzionato e la data ricorre sempre prima. Così, se 15 anni fa era agli inizi di ottobre, l’anno scorso si è celebrato il 19 agosto e in un anno abbiamo divorato un’altra settimana.

Dobbiamo tornare indietro, fino al 1970, per trovare un pareggio tra i consumi dell’uomo e le risorse del Pianeta. E chiaramente la domanda sorge spontanea: fino a che punto potremo accumulare questo debito? Entro quanto tempo finiremo tutte le risorse a disposizione nostra e, soprattutto, dei nostri figli e nipoti? I costi di questo sforamento ecologico, spiegano gli esperti, stanno diventando sempre più evidenti e si concretizzano nella deforestazione, nella siccità e nella scarsità di acqua dolce, nell’erosione del suolo, nella perdita di biodiversità e nell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera.

Se le emissioni proseguiranno al ritmo attuale, sottolineano i ricercatori, nel 2030 per soddisfare il fabbisogno dell’umanità serviranno due Terre, mentre se le emissioni globali fossero ridotte del 30% avremmo bisogno di una Terra e mezza.