Terrore a Parigi, il racconto di Giuseppe Giordano, fotografo di Free Time Magazine

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Il terrore in una notte

Da qualche giorno a Parigi per partecipare al Paris Photo, la più grande fiera internazionale dell’arte fotografica. Giuseppe Giordano, fotografo di Free Time Magazine, ieri sera era in giro in una zona non molto lontana dal Batclan, il locale dove ha avuto il triste epilogo la follia omicida dei terroristi.

Eravamo – ci ha riferito Giuseppe Giordano – sul tragitto per andare a casa a cenare, in una zona non molto lontana dal Batclan, il locale dove si è consumata la follia omicida dei terroristi. Ad un certo punto, mentre facevamo tranquillamente strada a piedi, abbiamo sentito il frastuono di mezzi che correvano, preceduti dall’allarme delle sirene spiegate che poi è proseguito per più e più ore, per tutta la notte. Rientrati a casa – prosegue Giuseppe nel racconto fornito alla nostra redazione – siamo stati avvisati telefonicamente da alcuni amici di non uscire per prendere qualcosa da bere come concordato, perché c’era stata una sparatoria non lontano da noi. Poco dopo abbiamo saputo che c‘era stato un attentato terroristico ad opera dell’Isis”.

Subito Giuseppe ha rassicurato familiari e amici, telefonicamente e tramite il social, di stare bene e di essere a casa.

Oggi, per gran parte della mattinata Giuseppe è rimasto a casa proprio per timore di eventuali strascichi a questa assurda tragedia, un po’ come avvenuto lo scorso anno dopo l’attentato inferto dalla redazione di Charlie Hebdo.

A Parigi tra le centinaia di migliaia di turisti anche una giovane coppia modicana, Manuela e Fabio. Uno scatto sotto la Torre Eiffel prima della tragedia.

IMG_4191Sono stati i familiari da Modica a raccontare loro quanto accaduto. Nessuno sapeva ancora niente nemmeno in albergo. “Siamo rimasti senza parole-racconta Manuela- non c’eravamo resi conto della gravità della situazione. I nostri familiari piangevano al telefono perché avevano visto le immagini e avevano paura per noi.”IMG_4192

La maggior parte dei negozi e dei ristoranti sono chiusi – ci racconta Manuela – e in quelli che hanno deciso di aprire prima di entrare si viene perquisiti“.

“Volevamo anticipare la partenza ma per oggi ci hanno detto che non è possibile”.

[Ha collaborato Maria Carmela Torchi]