Medicannabis, in Sicilia il primo centro per il trattamento di patologie con farmaci cannabinoidi

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Medicannabis

Quattro giovani siciliani insieme per una sfida: istituire il primo centro medico di consulenza medica in Italia specializzato nell’utilizzo terapeutico della cannabis.

Un punto di riferimento per medici e pazienti, unico in Italia, che cercherà di colmare un gap decennale nei confronti di una materia spigolosa ma già avviata, almeno sulla carta nel 2007, dai provvedimenti dell’allora ministro della Salute Livia Turco che riconoscono l’efficacia terapeutica del Thc, il principale principio attivo della cannabis. Queste le prerogative che hanno dato vita, a Rosolini, a Medicannabis, il primo centro per il trattamento di patologie con farmaci cannabinoidi.

I fondatori, tutti under 30, sono Giuseppe Guastella, psicologo, Saro Gugliotta, contabile, Claudio Pitrolo, dottore in Scienze Agrarie e Salvatore Martorina, biologo nonché l’amministratore unico del centro presentato qualche settimana fa e in fase di attivazione.

Si tratta di un progetto al quale lavoro – ha spiegato Martorina – dalla tesi di laurea in Biologia. Ho avuto modo di collaborare con alcune associazioni di pazienti, come LapianTiamo in Puglia, che chiedono un libero accesso alle cure alternative a base di fitocannabinoidi. Una alternativa che in Italia sarebbe già realtà ma che nei fatti è resa di difficile attuazione da diversi fattori concomitanti. In primo luogo il costo eccessivo dei farmaci in questione, ma anche la scarsità di medici informati e pronti a fornire indicazioni in questo senso, per non parlare dei fattori sociali radicati nel pregiudizio nella disinformazione”.

Per questo motivo Medicannabis si propone di rappresentare un punto di riferimento per medici che intendono approfondire e praticare questo tipo di cure e per i pazienti che le attendono da tempo. Un centro, quindi, non una clinica, precisa Martorina, che possa essere anche un luogo di informazione rivolto agli addetti ai lavori e alla società civile.

Nel corso degli anni passati a contatto con le onlus sorte per rendere accessibile l’utilizzo della canapa medicinale – ha continuato Martorina – ho potuto constatare i reali benefici di questi farmaci per malati di diverse patologie, dalla sindrome di Tourette all’Alzheimer, dai disturbi del sonno al disturbo post-traumatico da stress, per continuare con Sla, ansia, depressione, terapia del dolore nei malati oncologici, morbo di Chron e molte altre”.

Martorina, dopo aver girato l’Italia, torna nella sua Sicilia e con tre giovani professionisti avvia un progetto che sta riscuotendo già numerosi consensi in Italia, con richieste di pazienti e medici per farne parte.

Ci siamo autofinanziati – ha detto – e stiamo sviluppando una rete di contatti per numerose iniziative che intendiamo sviluppare nel tempo, come l’utilizzo della canapa anche in ambito alimentare, per esempio. In primo luogo metteremo in rete medici, farmacisti e pazienti già inseriti nel circuito dell’utilizzo terapeutico della cannabis. Non mancheranno momenti formativi rivolti ai professionisti che intendono approfondire la materia ma anche alla società, per rompere i tabù e combattere la disinformazione. Rosolini, sia per condizioni ambientali che per posizione geografica, è secondo noi il luogo adatto a sviluppare il progetto. Non nascondo le tante resistenze che abbiamo incontrato e combattuto ma andiamo avanti, forti dei consensi già ricevuti e degli obiettivi che ci poniamo”.