I Salesiani Cooperatori di Ragusa incontrano i profughi di San Gregorio

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Continua la missione dei Salesiani Cooperatori di Ragusa destinata alla comunità alloggio salesiana di S. Gregorio che ospita migranti minori non accompagnati.

Già, circa quattro settimane fa, una delegazione di Salesiani Cooperatori si era recata nel comune etneo per portare ai profughi indumenti e prodotti per la pulizia personale, raccolti in occasione del mese missionario di ottobre. In effetti, grazie alla generosità della comunità salesiana ragusana, la raccolta é continuata nel mese di novembre e così, sabato 26,  la delegazione di salesiani cooperatori è ritornata a S. Gregorio per donare il materiale raccolto, ma anche per trascorrere mezza giornata insieme agli “sfortunati” ospiti e regalare loro un sorriso e un po’ di affetto.

Non a caso, ad accompagnare i cooperatori, c’erano pure alcuni  giovani dell’Oratorio Salesiano di Ragusa, che hanno vissuto questa forte esperienza a fianco di chi è fuggito dalle atrocità della guerra o da luoghi dove è difficile vivere ed avere un futuro. Sono ragazzi provenienti dalle terre martoriate dell’Africa, arrivati nelle coste siciliane con barconi, salvati dalle navi in condizioni disperate e alcuni portano i segni di un’inaudita e assurda violenza.

Dopo i giochi proposti, secondo lo stile salesiano, i ragazzi hanno condiviso insieme la cena preparata e servita dai cooperatori. Tutti seduti attorno ad un tavolo con in testa i responsabili della struttura, il direttore Don Michele Viviano e l’economo Don Cristian Scuderi, per un momento forte di socializzazione e fraternità. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere – questo il commento dei cooperatori – siamo compiaciuti non solo per il gesto di solidarietà verso i più emarginati, ma anche per la forte esperienza vissuta dal nostro gruppo di giovani. I ragazzi di oggi sono bravissimi nella comunicazione tramite i social, ma carenti nel contatto umano e nell’approcciarsi con l’altro. In questa occasione, stare vicino a questi rifugiati, i nostri giovani hanno toccato con mano tanta tristezza e povertà vissuta da coetanei come loro, prendendo coscienza che a volta bastano piccoli gesti di altruismo per alleviare tali sofferenze.