Un giorno coi volontari alla mensa della Caritas: “C’è amore in quello che facciamo”

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Esiste un luogo a Ragusa sempre disponibile ad accogliere. Basta bussare alla porta in via Gian Battista Odierna 489 per avere risposta ad una delle necessità più elementari: “Ho fame”.

L’odore del sugo di pomodoro, quello fatto per bene, il rumore delle stoviglie che si lavano, la luce delle cucine delle nonne, in piena attività già di mattina per preparare un pranzo come si deve. Queste alcune delle suggestioni del Ristoro San Francesco, la mensa gestita dalla Caritas a Ragusa, nei locali messi a disposizione gratuitamente alla Diocesi dalle Suore cappuccine, che rappresenta una delle poche risposte alla povertà cittadina.

Dietro ai pasti serviti ai tavoli o da asporto ci sono i tanti volontari che, a turno, coprono il servizio. Tre giorni a settimana, due pranzi ed una cena, da ottanta a cento le persone che si presentano.

La cucina è diretta da Raffaele, ex coordinatore del servizio mensa dell’azienda ospedaliera provinciale, adesso in pensione. Ad affiancarlo, nella spesa e tra i fornelli, Salvatore, che si occupa anche di apparecchiare e rendere accogliente la mensa. Prezioso il supporto dei tanti volontari che a turno si avvicendano in cucina ed in sala. Grembiuli sporchi di salsa e sorrisi, tanti. “Sperimentiamo ogni giorno la vera fratellanza”, ci dice Concetta: “C’è amore in quello che facciamo, questo ci unisce alla comunità”.

Sono tante le persone che si recano al Ristoro, in maggioranza ragusani. Spesso sono persone sole, reduci da un matrimonio fallito o da un licenziamento. Ci sono anche diversi anziani, ai quali capita di portare il pranzo a casa. Ed ancora giovani con problemi, qualcuno senza una fissa dimora.

Bussano alla porta di via Gian Battista Odierna anche delle famiglie, a volte con bimbi piccoli.

“Cerchiamo di rendere il pranzo un momento sereno”, ci spiegano, “perché di momenti di serenità e pace abbiamo tutti bisogno”.

Dietro ai pasti serviti c’è anche uno studio attento, come spiega Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana: “Spesso la povertà genera risvolti nella salute per via della cattiva alimentazione. Noi abbiamo tra gli obiettivi quello dell’equilibrio alimentare, attraverso la confezione di pasti studiati anche dal punto di vista calorico e dal corretto apporto nutritivo”.

Il menù cambia sempre. Grazie ad alcuni imprenditori locali del settore che forniscono in maniera gratuita le materie prime, e alla donazione di prodotti, come ad esempio ortaggi e derrate che arrivano al Ristoro attraverso una rete di solidarietà, Raffaele e l’intero staff riescono a portare a tavola piatti ricchi e colorati.

I volontari hanno un elenco di persone in attesa dei pasti, anche se si è pronti ad accogliere chiunque bussi alla porta per un pasto.

Un segnale di speranza, di aiuto verso un futuro migliore. Quello dell’abbraccio della comunità che si stringe nei confronti di chi ha bisogno, nel momento della disperazione. È un dare ed avere continuo, perché anche i volontari ricevono tanto da chi si siede alla “loro” tavola. Questa la vera fratellanza che si sperimenta al Ristoro San Francesco.