Il saluto di padre Angelo: “Continuate a volermi bene. Pregherò per voi”

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Nonostante si sapesse già da tempo che i frati minori conventuali dovevano andar via dalla parrocchia dell’Angelo custode di corso Vittorio Veneto, essendo una comunità composta ormai da sole due persone, il momento del commiato è stato emozionante. E così ieri sera, in occasione della santa messa solenne della festa degli Angeli custodi, il parroco, don Angelo Sparacino, che sarà trasferito al convento di Comiso, si è accomiatato dalla comunità dei fedeli che hanno risposto in gran numero all’invito. A concelebrare il vicario parrocchiale, padre Luigi Butera. Erano presenti anche i frati minori conventuali della provincia.

Toccante il momento in cui padre Angelo ha ribadito che dopo otto secoli i frati minori conventuali avrebbero lasciato la città di Ragusa e la parrocchia dell’Angelo Custode retta dagli stessi frati minori sin dal 1953. Un evento dal sapore storico, dunque, quello consumatosi ieri, con molti fedeli che non hanno saputo nascondere le lacrime. Ma i frati, tenendo fede al loro carisma, hanno continuato ad essere allegri e festanti, rammaricandosi comunque per il fatto di non aver potuto continuare a prestare il proprio servizio a Ragusa come accadeva da tempo immemore. Ma non è detto che in un futuro remoto non potrà esserci un ritorno.

Il saluto di Padre Angelo: 

“Carissimi lasciando a P. Luigi di esprimere alla comunità parrocchiale i suoi sentimenti di ringraziamento, desidero in questa circostanza della festa degli Angeli Custodi, del mio onomastico manifestare a tutti voi i sentimenti miei personali dopo 33 anni di permanenza a Ragusa dei quali 12 ad Ibla dal 1970 al 1982 e a Ragusa centro in due momenti diversi dal 1982 al 1991 e dal 2005 ad oggi. E’ vero che i miei Superiori hanno deciso di trasferirmi nel vicino convento di Comiso, tuttavia la città di Ragusa e i Ragusani mi mancheranno. E’ vero che resterò nella stessa diocesi operando in comunione con il clero diocesano da me conosciuto, e apprezzato, tuttavia mi mancherà la parrocchia e tutto quello che si sviluppa attorno alla parrocchia.
Nella nuova residenza di Comiso voglio augurarmi che con l’aiuto di Dio, con la comprensione dei confratelli, con l’amore e il rispetto di tutti coloro che incontrerò, potrò lavorare con lo stesso entusiasmo, lo stesso stile dei miei anni giovanili anche se sono pienamente consapevole che gli anni passano e i malanni sono dietro la porta. Dalle ombre del mio operato passato voglio cogliere la spinta a non ripetere gli stessi errori.
Dalle luci voglio sentitamente ringraziare e ricordare tutti coloro che ho incontrato nella mia vita sacerdotale, grazie al vescovo Mons. Francesco Pennisi per la mia prima nomina di Parroco a San Tommaso ad Ibla nel 1973 per il suo stile semplice e incisivo.
Grazie a Mons. Angelo Rizzo per il suo spirito affabile e paterno, Grazie a Mons. Paolo Urso presente e vicino ai bisogni della parrocchia, Grazie all’attuale vescovo Mons. Carmelo Cuttitta che in questi momenti difficili della chiusura del convento ha compreso pienamente la sofferenza umana mia e di P. Luigi.
Grazie a tutti i parrocchiani piccoli e grandi, giovani e meno giovani, particolarmente alla Gioventù Francescana, gli Araldini, i Militi dell’Immacolata ai Terziari Francescani, a tutti i componenti del Consiglio Pastorale e Amministrativo e non ultimo a tutto il gruppo della catechesi perchè mi hanno dato sempre la spinta di andare avanti senza paura e con viva speranza di tempi migliori, grazie ai piccolissimi che mi hanno insegnato cosa vuol dire semplicità,bontà e gioia.
Grazie agli ammalati che mi hanno preparato ad affrontare il dolore, la sofferenza con grande fede e abbandono alla volontà di Dio. Sono consapevole che avrei potuto fare di più, non ci sono riuscito, scusatemi, il Signore sa leggere nell’intimo di ognuno di noi.
Vi chiedo di continuare a volermi bene ad aiutarmi con le vostre preghiere. Lo stesso farò io per voi. Ancora una volta voglio ringraziare il nostro vescovo per la nomina del nuovo parroco nella persona di Don Luigi Diquattro, con l’augurio che possa continuare o anche fare meglio nella conduzione parrocchiale nello spirito francescano che i frati del passato hanno realizzato come
con l’augurio che possa continuare o anche fare meglio nella conduzione parrocchiale nello spirito francescano che i frati del passato hanno realizzato come Padre Corrado Inserra, Padre Giuseppe Vullo, Padre Leonardo Bertolino insieme agli altri confratelli della comunità in particolare Padre Domenico Lupo, Padre Gaetano Aina, P. Antonio Turrisi, P. Scaletta, P. Rondini. A tutti i sacerdoti diocesani con i quali continuerò ad operare in diocesi.
Rivolgo un vivo ringraziamento per la stima e la fraterna collaborazione nel ministero sacerdotale.
A tutti Pace e Bene”.
Il grazie della comunità parrocchiale:
“Carissimi Frati minori conventuali,
non ci sono parole adatte ad esprimere la nostra gratitudine nei Vostri confronti. Partiamo dunque da un brano tratto dalle Fonti Francescane.
Dallo Specchio di Perfezione [cap. 85: FF 1782]
Francesco, immedesimato in certo modo nei suoi fratelli per l’ardente amore e il fervido zelo che aveva per la loro perfezione, spesso pensava tra sé quelle qualità e virtù di cui doveva essere ornato un autentico frate minore . E diceva che sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sé la vita e le attitudini dei seguenti santi frati: la fede di Bernardo, che la ebbe perfetta insieme con l’amore della povertà; la semplicità e la purità di Leone, che rifulse veramente di santissima purità, la cortesia di Angelo, che fu il primo cavaliere entrato nell’Ordine e fu adorno di ogni gentilezza e bontà, l’aspetto attraente e il buon senso di Masseo, con il suo parlare bello e devoto; la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio fino alla più alta perfezione; la virtuosa incessante orazione di Rufino, che pregava anche dormendo e in qualunque occupazione aveva incessantemente lo spirito unito al Signore; la pazienza di Ginepro, che giunse a uno stato di pazienza perfetto con la rinunzia alla propria volontà e con l’ardente desiderio d’imitare Cristo seguendo la via della croce; la robustezza fisica e spirituale di Giovanni delle Lodi, che a quel tempo sorpassò per vigoria tutti gli uomini; la carità di Ruggero, la cui vita e comportamento erano ardenti di amore, la santa inquietudine di Lucido, che, sempre all’erta, quasi non voleva dimorare in un luogo più di un mese, ma quando vi si stava affezionando, subito se ne allontanava, dicendo: Non abbiamo dimora stabile quaggiù, ma in cielo (Eb 13,14).
Questo brano in cui Francesco descrive le qualità e le virtù di cui un frate minore deve disporre ci rimandano a Voi, che siete stati questo e molto altro per la nostra Fraternità. Nonostante la notizia del vostro allontanamento ci trasmette un senso di tristezza e malinconia, le parole di Francesco ci diano conforto, affinché ci riconosciamo consapevoli di seguire la volontà del Signore ora e sempre. Vogliamo ringraziarvi per il servizio che avete svolto presso la Parrocchia Angelo Custode dal 1953 al 2017. La vostra presenza è stata per noi un dono di Dio. Grazie per averci seguiti fino ad oggi.
Grazie per la vostra disponibilità e per l’affetto che ci avete dimostrato. Grazie per averci sostenuto sempre, nei momenti belli e nei momenti più difficili.Grazie per tutte le attività che ci avete aiutato a svolgere come servizio nei confronti di Dio e dei fratelli. Grazie per i consigli preziosi con cui ci avete guidato come i genitori fanno nei confronti dei propri figli. Grazie per averci aiutato ad essere quello che siamo oggi. Grazie per aver creduto in noi e per la fiducia che ci avete dato.
Grazie a voi, che in questi 64 anni avete permesso, con la vostra presenza umile e semplice, di realizzare tutto questo.
Grazie per tutti i ricordi che custodiremo dentro di noi come momenti preziosi e ci auguriamo di averVi trasmesso in questi anni lo stesso affetto e la stessa gioia che ci contraddistinguono.
Con l’augurio che il Vostro servizio possa continuare altrove con la stessa dedizione, pazienza, umiltà e gioia che ci avete dimostrato.
Pace e bene”.