Poidomani sul palco con Fava: “I modicani abbiano uno scatto d’orgoglio”

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C’è stato un patto tra i grandi partiti di questa città, Forza Italia e il Pd, per non esprimere un candidato modicano che potesse aspirare al seggio. Anche per questo ho accettato di candidarmi e chiedo ai modicani uno scatto d’orgoglio, affinché possiamo tornare ad avere un deputato che ci rappresenti e accorci le distanze con Palermo”. L’avvocato Salvatore Poidomani, candidato per Modica nella lista Fava Presidente – Cento Passi per la Sicilia, ieri sera sul palco di piazza Matteotti proprio al fianco di Claudio Fava, non le ha mandate a dire in particolare ai deputati uscenti che in questi giorni stanno chiedendo il consenso ai modicani con il sostegno delle forze politiche locali: “Vi stanno chiedendo di votare Nello Dipasquale, di votare Orazio Ragusa, persino di votare il senatore Giovanni Mauro. Per questo dall’inizio della campagna elettorale ho chiesto loro con tutti mezzi di presentarci un rendiconto di quello che hanno fatto, per Modica in particolare: nessuno mi ha risposto e nessuno si fa vedere, se non attraverso le facce che ci hanno attaccato sui muri. Per strada, invece, ci sono io a fare la via crucis tra i tanti cittadini che mi dicono di essere amareggiati e ormai disinteressati.

Dimostriamo di essere liberiha proseguito Poidomani – a tutti coloro che pensano di trattarci come pedine da spostare dentro pacchetti di voti. Come Orazio Ragusa, che 15 giorni prime delle elezioni è passato dalla maggioranza all’opposizione e ora critica ogni giorno il Governo che ha sostenuto per 5 anni, pensando che i propri elettori non notino la differenza e dimostrando che questo è il rispetto che ha per loro”.

“Basta – ha ribadito anche Claudio Favacon i Mastro Don Gesualdo che pensano che gli elettori siano la propria ‘roba’. La somma dei compromessi a cui stiamo assistendo rischia di portare ai siciliani altri 5 anni come quelli che abbiamo appena vissuto. 5 anni i cui risultati non li diciamo noi in campagna elettorale, ma li dice l’Istat nelle proprie statistiche sulla povertà e sulla disoccupazione. Solo un patto di verità potrà permettere alla Sicilia di sentirsi libera. Solo il voto libero è un voto utile”. 

Dalla legge sul diritto allo studio all’utilizzo dei fondi europei per l’occupazione giovanile, dalla continuità territoriale alla tutela del patrimonio culturale e al turismo come prospettiva di sviluppo economico, dalla mobilità alle necessità delle imprese agricole e artigiane, Poidomani, col sostegno di Fava, ha presentato ai modicani i “10 diritti” che fanno parte del suo programma. “Ma vi confesso – ha detto – che scrivendoli mi sono sentito in imbarazzo, pensando che sono le stesse cose che aspettiamo da 40 anni. Eppure a qualunque deputato basterebbe guardarsi intorno per capire in un batter d’occhio quali sono le cose da fare. Il problema è che il consenso viene considerato il fine dell’attività politica, anziché il mezzo per cambiare le cose. Io vorrei che rappresentare questa terra da deputato fosse innanzitutto un orgoglio e che questo si trasformasse nell’orgoglio di tutti i siciliani, di cui in questi anni ci hanno derubato, convincendoci, con una rappresentazione quasi letteraria della nostra rassegnazione, che qui non siamo in grado di realizzare le nostre ambizioni”.

E ancora su Modica: “Sembra che un sonno abbia colpito i modicani negli ultimi anni – ha detto Poidomani – è così ci siamo lasciati scippare tutto, dal Tribunale al Carcere, dalle Caserme dei Carabinieri all’Università, per non parlare della Sanità, senza che questo quasi ci toccasse. E così ora in tanti mi chiedono chi me l’ha fatta fare a candidarmi, che tanto non serve a nulla, e mi dicono chiaramente che non andranno nemmeno a votare. Allora il primo appello lo faccio a voi – ha concluso -, chiedendovi questo scatto d’orgoglio: da domani ditemi che siete felici che io abbia scelto di candidarmi, perché questa è una chance di restituire a Modica una rappresentanza, e ditemi che avete capito che astenersi non serve, perché chi ha il voto organizzato in truppe le porterà a votare lo stesso e, arrivato al Governo, deciderà anche per noi”

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