13 anni e 50 milioni di euro: ma la storia del ‘Giovanni Paolo II’ inizia nel ’90

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19 giugno 1990. Il Comitato di gestione Usl 23 di Ragusa, presieduto da Gianni Battaglia, affida in «Concessione di committenza» alla «STS» di Bologna la progettazione del nuovo ospedale, la direzione lavori fino a collaudo finale. La richiesta di finanziamento e il relativo progetto prevedevano la costruzione di un nuovo ospedale in grado di accogliere sia l’ospedale Civile sia l’ospedale Maria Paternò Arezzo.

12 novembre 2005. Francesco Storace, allora ministro della Salute, insieme a Totò Cuffaro, che all’epoca era presidente della Regione, presenziarono alla posa della prima pietra del nuovo ospedale di Ragusa, in contrada Cisternazzi. Data prevista per la fine dei lavori: aprile 2008.

20 dicembre 2011. L’Asp chiede un finanziamento da oltre 3,3 milioni di euro alla Cassa depositi e prestiti per completare l’ospedale. La richiesta di finanziamento complessiva era di 10 milioni, ma intanto – per l’anno corrente – se ne chiedono 3,3. L’edificio di contrada Cisternazzi non era ancor un ospedale. E mancavano ancora diverse opere. Un percorso tortuoso fatto di contenziosi e la preoccupazione di un incompiuta.

13 giugno 2017. Il manager dell’Asp, Maurizio Aricò, annuncia che il 26 ottobre s’inaugura il nuovo ospedale. Annuncia anche un cronoprogramma che in pochi giorni prevede il trasferimento dei reparti dal Civile, e di parte di quelli del Paternò Arezzo, nella nuova struttura. Negli stessi giorni scatta un’indagine della Guardia di Finanza. Inaugurazione annullata. Il 30 giugno le Fiamme gialle sequestrano le sale operatorie, «a tutela della salute pubblica»,«avendo riscontrato ed accertato una difformità di funzionamento negli impianti di climatizzazione annessi alle suddette sale medicali».

23 ottobre 2018, oggi, ore 10,30 taglio del nastro per un’opera costata, euro più euro meno, 50 milioni.