Colpo di scena, Pd: congressi cittadini ‘annullati’. Sospeso quello provinciale

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I congressi cittadini del Partito democratico sono tutti formalmente «invalidi». Non usa questi termini il presidente della commissione regionale per il congresso, Fausto Raciti, ma il senso è questo. Una comunicazione è stata notificata nelle ultime ore a Giovanni Spadaro, presidente della commissione regionale per il congresso di Ragusa. Raciti spiega che la commissione da lui presieduta «ha unanimemente ribadito, dandomi mandato di comunicarlo alla commissione di Ragusa, che i compiti della vostra commissione sono limitati all’organizzazione del congresso nazionale. L’organizzazione del congresso provinciale del Pd non è pertanto di vostra competenza».

Che tradotto vuol dire: l’unico passaggio che erano autorizzati a fare a livello territoriale era legato al congresso nazionale. Raciti spiega che si tratta di una precisazione che si sta ribandendo in tutta la Sicilia. I congressi territoriali, invece, sono delegati ad altre commissioni, che a breve verranno istituite. Il congresso provinciale era stato convocato, ma poi sospeso.

Nei fatti, quindi, le elezioni dei vari segretari cittadini, a Ragusa con la riconferma di Peppe Calabrese, Giuseppe Nicastro a Vittoria, la scelta di Ezio Castrusini a Modica, sono tutte «annullate». È ipotizzabile che verranno celebrati tra non molto i congressi cittadini e provinciale, ma il dato importante è che, nei fatti, i congressi non sono stati celebrati legittimamente. E la conferma arriva dagli organi regionali del partito. Una nuova votazione che potrebbe rivelarsi anche positiva, soprattutto per quanto riguarda Ragusa. Anche se, in realtà, Peppe Calabrese non ha alcune intenzione di mollare, nonostante le forti critiche nei suoi confronti provenienti da esponenti anche hanno ottenuto anche un rilevante successo elettorale alle ultime amministrative. Come nel caso di Mario D’Asta e Agata Pisa, per loro un pieno di voti, ma al congresso cittadino non sono andati. E come loro altri iscritti. La nota di D’Asta e del gruppo che chiede un nuovo corso per il Pd ragusano era stata accolta con fastidio da Calabrese, che ha dalla sua la maggioranza delle «tessere», nonostante D’Asta abbia denunciato che il numero degli iscritti al partito è in uno stato di cronica diminuzione. A

Anche Tonino Solarino, che era sceso a fianco di Calabrese alle ultime amministrativa, era intervenuto pubblicamente per chiedere un ripensamento, spiegando che «è sbagliato non ascoltare tutti» e invitando a fare una «nuova sintesi». Il segnale arrivato da Palermo, al di là del regolamento, potrebbe dare una scossa. La partita, però, si conosce già: Nello Dipasquale ha piazzato a Ragusa Calabrese, a Vittoria Nicastro, con l’obiettivo di una leadership a suon di «tessere». Le regole della vecchia «scuola» finora gli si sono rivelate utili, con una presenza forte in ambito territoriale, nonostante il Pd ragusano, più degli altri, è in una fase di esodo incontrollato.

[Fonte Giornale di Sicilia]