Ragusa – Catania, è polemica tra Dipasquale e Musumeci

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Il sindaco Peppe Cassì che ha partecipato venerdì a Catania all’incontro promosso dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci sulla questione Ragusa-Catania, riunione alla quale sono stati invitati a partecipare i primi cittadini interessati alla realizzazione di tale importate infrastruttura, ha espresso la propria posizione: «Sulla Ragusa-Catania è chiaro che il Governo ha una condotta bipolare. L’ultimo Cipe doveva essere una formalità, dicevano, e invece sono tornati a galla problemi già discussi da tempo. Non si può ricominciare: siamo ora al punto di non ritorno. Ragusa per andare ovunque ha bisogno di quella strada, siamo l’unica provincia che non ha un chilometro a doppia corsia. Paghiamo un continuo tributo di vite umane e dopo ogni tragedia sentiamo solo parole. Non è ammissibile che l’attenzione mediatica e del Governo sia altrove».

Cassì conclude: «Abbiamo concordato di ascoltare le ragioni del Concessionario privato: vogliamo vederci chiaro. Ci sarà a stretto giro un nuovo incontro. Tutta la comunità ragusana dovrà essere coinvolta in questa grande battaglia: sono certo che la nostra città è pronta a mobilitarsi per farsi sentire».

Il deputato regionale del Pd, Nello Dipasquale, interviene sulla vicenda: «Sulla questione della Ragusa-Catania, avevo rivolto un appello al Presidente della Regione perché si potesse fare fronte comune, con il coinvolgimento di tutti i parlamentari regionali e nazionali insieme ai rappresentanti delle categorie e dei lavoratori, tutte le espressioni dei territori interessati a questa infrastruttura, ma Musumeci rimane distante dai cittadini e non comprende i meccanismi nei quali non possono esistere divisioni né colori politici. Mi dispiace, vuol dire che troveremo il modo di farglieli capire». È questo l’esito della riunione di venerdì del deputato ibleo:«Sono negativamente sorpreso dal comportamento di Musumeci – continua Dipasquale – perché il Presidente, non ha voluto rispondere ad un appello che promuoveva il confronto e la sintesi democratica. Così come si è sempre fatto per battaglie importanti come questa. Chi ha ricoperto il ruolo di Presidente prima di Musumeci, in circostanze analoghe, ha sempre preferito ampliare i tavoli perché si è ritenuto che gli obiettivi da raggiungere riguardassero il benessere della Sicilia e dei suoi cittadini. Non comprendo, quindi, a cosa possa servire discutere delle sorti di una strada che cambierebbe il futuro di un’intera area geografica limitando l’incontro solo ad alcuni sindaci».