L’omicidio di Santa Trovato. Il Col. Gainelli: “Segnalate situazioni di possibili violenze”

399

Il colonnello Gabriele Gainelli, Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, non era ancora in città nei mesi in cui si sono svolte le prime indagini relative alla morte di Santa Trovato. Ha seguito, invece, l’evolversi finale della vicenda che ha portato all’arresto del figlio. E nel corso della conferenza stampa di ieri mattina, insieme al capitano Mariachiara Soldano, ha voluto lanciare un messaggio ai cittadini. «Sì, credo sia importante veicolare un messaggio molto importante. Perché purtroppo siamo venuti a conoscenza di questa triste storia solo nel momento tragico, per via delle gravi ferite che hanno portato l’anziana donna alla morte. Come carabinieri, nel momento in cui i medici che hanno soccorso l’anziana ci hanno riferito che c’era qualcosa che faceva sospettare un fatto violento ci siamo subito messi al lavoro per le indagini del caso, ma c’è sempre il dubbio che se avessimo avuto sentore, una segnalazione, che c’era una situazione di difficoltà, di violenza, saremmo potuti intervenire prima, e in questo momento non staremmo qui a commentare un fatto luttuoso che sconvolge tutti». Dalle indagini, avendo sentito vicini e conoscenti, sono emersi elementi che fanno pensare a situazioni di maltrattamenti? «Le indagini hanno consentito di raccogliere diverse testimonianze che hanno fatto presupporre una ormai consolidata situazione di maltrattamenti a cui era costretta l’anziana donna. Si trattava di una donna quasi ottantenne, con delle patologie, ipovedente: probabilmente, per vergogna o per timore di ricevere ulteriori ripercussioni non ha denunciato le violenze subite dal figlio». L’Arma dei carabinieri in più occasioni ha fatto appello ai cittadini, perché chi ha sentore di violenze denunci, faccia delle segnalazioni. «E mi sento di rinnovarlo anche adesso. Come carabinieri abbiamo raggiunto un risultato importante avendo assicurato alla giustizia questa persone facendo luce sull’accaduto, ma resta proprio l’amarezza per un fatto che forse si poteva evitare. Per questo come uomo, ancor prima che come militare, faccio appello alla coscienza di tutti i cittadini perché segnalino quando hanno il sentore di situazioni di possibili maltrattamenti e violenze».

[Fonte Giornale di Sicilia]