“Ospedale Maria Paternò Arezzo in abbandono”

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“L’ospedale Maria Paternò Arezzo è in abbandono. Forse perché buona parte dei reparti è stata trasferita al Giovanni Paolo II, la struttura sta attraversando un momento non semplice. Il degrado la fa da padrone e riteniamo che così non possa andare”. E’ il senso della denuncia che arriva dal capogruppo M5s al Consiglio comunale di Ragusa che si rivolge all’Asp chiedendo interventi efficaci per far sì che tutte le anomalie riscontrate possano essere sanate. “Ho verificato – afferma il consigliere Sergio Firrincieli – che le linee telefoniche non funzionano e che la comunicazione tra reparti, compresi quelli del Giovanni Paolo II, risulta interdetta. Parliamo di personale operante in reparti che hanno necessità di comunicare tra loro. Ciò avviene solo con i cellulari privati di medici e infermieri. Proprio in questi giorni l’Asp ha comunicato che è stato attivato un nuovo sistema di telecomunicazioni. Speriamo che i problemi segnalati si risolvano”.

“Poi – continua l’esponente pentastellato – c’è l’altra grossa questione delle infiltrazioni d’acqua. Macchie importanti si notano un po’ da tutte le parti della struttura. Per non parlare del fatto che, in alcune zone dell’ospedale, quando piove seriamente, si è costretti a fare ricorso ai secchi per evitare allagamenti nelle corsie. In alcune tra queste, inoltre, mancano i riscaldamenti. O meglio, ci sono i termosifoni ma sembra non siano funzionanti. Forse perché non è stata effettuata una verifica adeguata negli ultimi mesi. Per cui alcuni lunghi corridoi e alcune stanze risultano essere, praticamente, ghiacciate. Ho poi preso atto che l’ascensore per il pubblico non funziona. E speriamo che si tratti solo di un discorso temporaneo”.

Per quanto riguarda l’ingresso principale, dopo che il centralino è stato spostato al Giovanni Paolo II, non c’è più nessuno che svolga il ruolo proprio della portineria, fornendo indicazioni all’utenza. “Alcuni pavimenti, poi – prosegue ancora Firrincieli – sono senza mattonelle e c’è il rischio che qualcuno si possa fare male. Occorre rammentare che all’Arezzo, al momento, insistono e sono operativi i reparti di Oculistica, Otorino, Oncologia con l’hospice, Malattie infettive, Radioterapia, Dialisi, Fisioterapia, Neurologia e il reparto dedicato alla Radiologia. Dunque, strutture che per un verso ospitano pazienti mentre per l’altro garantiscono l’effettuazione di visite diagnostiche. Una ulteriore lamentela che mi è stata sollevata riguarda il fatto che, nelle ore pomeridiane, non sarebbero disponibili anestesisti e cardiologi. Insomma, non si capisce se questa struttura debba chiudere o debba rimanere aperta, così come sappiamo sarà. Ecco perché, visto che continuerà a funzionare, è necessario consentire a tutti gli operatori sanitari di operare in condizioni di salubrità e di confort ideali. Così come accade in tutti gli altri ambiti della Sanità ragusana. Stiamo parlando, dunque, riferendoci a questo ospedale, di una situazione per certi versi precaria di cui anche l’amministrazione comunale dovrebbe farsi carico interloquendo con l’Asp e sollecitando laddove necessario gli interventi di ripristino per garantire la piena funzionalità al Paternò Arezzo”.