“White list” antimafia. Introdotti nuovi settori di attività

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Bando rifiuti, accordo in prefettura

La legge 6 novembre 2012, n. 190 ha previsto l’istituzione presso ciascuna Prefettura dell’elenco della c.d. “white list” allo scopo di incrementare l’efficacia dei controlli antimafia nei settori di attività ritenuti “sensibili”, specificatamente individuati dalla norma. Si tratta di un elenco, tenuto anche da questa Prefettura, nel quale devono iscriversi le imprese non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa operanti in tali settori. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2013, entrato in vigore nell’agosto dello stesso anno, ha disciplinato la materia, stabilendo che l’elenco è articolato in sezioni corrispondenti alle attività indicate nell’art. 1, comma 53, della menzionata legge n. 190 del 2012 e a quelle ulteriori eventualmente individuate. La legge n. 40 del 5 giugno 2020 – che ha convertito, con modificazioni, il decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. “DL Liquidità”) – con l’introduzione dell’art. 4-bis ha variato il suddetto elenco, prevedendo l’inserimento di nuovi settori di attività per i quali è necessaria, ai fini della stipula di contratti con la pubblica amministrazione, indipendentemente dal loro valore, l’iscrizione dell’impresa nella “white list”. In particolare:

  • ha soppresso le lettere a) e b) e fatto confluire le attività di trasporto di materiali a discarica per conto di terzi (lettera a) e di trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi (lettera b) nella nuova categoria dei servizi ambientali (lettera i-quater);
  • ha introdotto nuove attività a rischio, attraverso l’aggiunta di tre lettere al richiamato comma 53, che riguardano i servizi funerari e cimiteriali (lettera i-bis), la ristorazione, la gestione delle mense ed il catering (lettera i-ter) e l’ampia categoria dei servizi ambientali, la quale comprende le attività di raccolta, trasporto (sia nazionale che transfrontaliero, anche se svolto per conto di terzi), trattamento e smaltimento dei rifiuti, nonché le attività di risanamento, bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti (lettera i-quater).

A seguito della novella normativa, le attività per le quali va chiesta l’iscrizione nell’elenco prefettizio della “white list” sono le seguenti:

Sez. I – Estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti.

Sez. II – Confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume.

Sez. III – Noli a freddo di macchinari.

Sez. IV – Fornitura di ferro lavorato.

Sez. V – Noli a caldo.

Sez. VI – Autotrasporto per conto terzi.

Sez. VII – Guardiania ai cantieri.

Sez. VIII – Servizi funerari e cimiteriali.

Sez. IX – Ristorazione, gestione delle mense e catering.

Sez. X – Servizi ambientali, comprese le attività di raccolta, di trasporto nazionale e transfrontaliero, anche per conto di terzi, di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, nonché le attività di risanamento e di bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti.

Procedendo alla relativa revisione, ciascuna Prefettura provvederà a trasferire d’ufficio le imprese iscritte nelle precedenti Sezioni I (Trasporto di materiali a discarica per conto terzi) e II (Trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto terzi) nella nuova Sezione X, riferita ai servizi ambientali, mantenendo ferma la data di scadenza dell’iscrizione. L’iscrizione nella “white list” deve essere chiesta dal titolare della ditta individuale ovvero, se l’impresa è organizzata in forma societaria, dal legale rappresentante, indicando i settori di attività in cui l’azienda opera. Eventuali richieste di iscrizione per settori diversi o, comunque, non coincidenti con quelli stabiliti dalla normativa sono inammissibili. L’istanza, i cui modelli sono scaricabili dal sito www.prefettura.it/ragusa, sezione “White List Provinciale”, deve essere inoltrata preferibilmente per posta elettronica certificata all’indirizzo [email protected], specificando nell’oggetto “iscrizione/rinnovo white list”. Possono chiedere l’iscrizione nell’elenco tenuto dalla Prefettura le imprese che hanno sede legale nella provincia di Ragusa.